Dalla Colombia al Venezuela, l’America Latina nel mirino di Trump

Gli Stati Uniti hanno avviato una escalation di tensioni e minacce politico-diplomatiche nei confronti di alcuni dei principali governi progressisti
Il presidente colombiano Petro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente colombiano Petro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Sin dal suo insediamento, l’amministrazione Trump sta portando avanti una «Dottrina Monroe 2.0» in America Latina. Intendiamoci, non che le amministrazioni precedenti avessero smesso di alimentare l’espansionismo nordamericano in quello che considerano il «giardino» di casa loro. Ma almeno le «onde» politico-elettorali nell’America Latina tra la fine del secolo XX e l’inizio del secolo XXI hanno segnato alcune discontinuità nel contesto del disegno neoimperialista statunitense.

Basti pensare all’alternanza tra onde conservatrici (sulla scia amministrazioni Bush padre e figlio), caratterizzate dall’applicazione dell’agenda neoliberale dettata dal «Consenso di Washington», e onde progressiste nel solco del recupero di una politica di sviluppo per il «Terzo Mondo». È stato il caso di Lula in Brasile.

Ora, la presidenza Trump ha avviato una escalation di tensioni e minacce politico-diplomatiche nei confronti di alcuni dei principali governi progressisti dell’America Latina.  In primo luogo, le politiche repressive e discriminatorie, tese a pregiudicare la grande comunità latina da tempo radicata negli Usa. Poi, l’imposizione di tariffe doganali penalizzanti.

Ricordiamo che le esportazioni verso gli Usa costituiscono un settore importante delle bilance commerciali dei paesi latinoamericani. E negli ultimi mesi le tensioni con il Brasile, e soprattutto l’accerchiamento politico-economico e militare del Venezuela di Maduro, accusato pubblicamente di essere un dittatore ancora al potere grazie al narcotraffico. Copione, questo, che Trump ha riproposto nei confronti del presidente della Colombia, il progressista Petro, a sua volta accusato di avere profonde relazioni con il narcotraffico internazionale. Il presidente nordamericano ha inoltre minacciato la sospensione di sussidi essenziali alla Colombia.

La riposta di Petro non si è fatta attendere. Il presidente colombiano ha accusato Trump di stare pianificando un colpo di stato in Colombia e Venezuela. Alcuni analisti ritengono che il disegno «golpista» di Trump in America Latina può essere controproducente per la dinamica delle relazioni bilaterali tra i due continenti.

Vediamo alcuni fattori di rischio. La cosiddetta «guerra alle droghe» iniziata dalle amministrazioni repubblicane negli anni Settanta e Ottanta si è giovata della collaborazione dei servizi segreti colombiani, si pensi all’operazione nei confronti di Pablo Escobar e il cartello di Medellín. Senza la «protezione» di paesi come il Messico, la «porta di ingresso» negli Usa, della Colombia e di altri paesi, gli Usa sarebbero molto più vulnerabili. Così come vi più di un rischio che l’America Latina diventi nei prossimi anni un mercato appetibile per nuovi partner (la comunità europea). Per non parlare poi del peso elettorale della comunità latina negli Usa.

Infine, vi è la questione cruciale del Venezuela. Da una parte, gli Usa sono interessati alle abbondanti risorse petrolifere della regione, ma dall’altra parte il Venezuela gode del sostegno della Russia e della Cina, in quanto ritenuto un elemento strategico per destabilizzare l’espansionismo nordamericano in America Latina.

Fabio Gentile, docente di Scienze Politiche, Università federale del Cearà, Fortaleza (Brasile)

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