Opinioni

Cencelli, il metodo che sopravvive alla politica che cambia

Con le necessitate modifiche, si ritiene che il manuale ideato dal funzionario Dc resterà valido, anche se la situazione politica è grandemente modificata rispetto al 1967
Massimiliano Cencelli
Massimiliano Cencelli

Cencelli, il manuale che non c’era come tale su carta, ma dettava le regole anche nella politica che è cambiata nel tempo. Si ritiene che resterà un metodo, con le necessitate modifiche dettate dal passaggio dal proporzionale puro al maggioritario gonfiato, anche per l’oggi. Nei giorni scorsi, all’età di novanta anni, si è spento Massimiliano Cencelli, il funzionario Dc divenuto politologicamente famoso perché ideatore, nel 1967, del sistema di rispondere efficacemente ad un problema: come si dividono le cariche di potere delle correnti nel partito e nel governo che esprime? Poi, negli anni, si applicò anche alle forze che entravano in coalizione con la Dc. Un metodo che valeva per il Parlamento e si applicava nei diversi livelli territoriali e geografici.

Era la lottizzazione del proporzionale: trasmessa oralmente, ma rispettata da tutti. In base ai voti percentuali la corrente aveva un numero di posti in direzione, il livello dei ministri, dei sottosegretari, dei referenti negli enti pubblici. Era l’esaltazione tecnica del proporzionalismo e anche un modello di spartizione che consentiva di premiare i vincitori senza annientare i piccoli. Perché viene evocato anche oggi, in una situazione grandemente modificata?

Massimiliano Cencelli, padre del famoso «manuale» durante un'intervista - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Massimiliano Cencelli, padre del famoso «manuale» durante un'intervista - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il manuale Cencelli che, ripeto, non c’è in modalità giuridicamente certificata, si misura con una legge elettorale in via di riformulazione, che vuole trasformare una minoranza qualificata in una maggioranza pigliatutto. C’è il problema che non esiste un partito che, da solo, può conseguire una tale quota di consensi che fa scattare il premio di maggioranza ipotizzato. Quindi vanno pesate le quote delle convergenze collaterali che la possono assicurare. Tu vinci se retribuisci in maniera che ritengo adeguata il mio consenso, che ti è necessario. È qui che il Cencelli modificato torna in campo come premessa indispensabile a far scattare una legge pesantemente maggioritaria.

Massimiliano Cencelli si diceva convinto che lo spirito del suo sistema di conteggio fosse immutabile, cioè continuasse a valere a patto di confrontarsi con i cambiamenti della politica che intervengono inevitabilmente. La lottizzazione è stata criminalizzata in toto da Tangentopoli, ma rimane il metodo per sfuggire al conflitto armato, come si constata anche dal turbolento scenario mondiale attuale, che vede le guerre prevalere sulle diplomazie. Se la politica si misura come una società per azioni, bisogna sapere quali sono gli indici che ne modificano il singolo valore numerico e consentono di procedere in forma maggioritaria. Non si tratta più di dare rappresentanza alle anime di un partito, ma di decidere chi detiene nelle sue mani il potere del governo della cosa pubblica per la legislatura che si insedia e che cambia le regole del gioco.

Il dialogo dei pontieri è la premessa necessaria tra chi deve ottenere convergenze che non esistono in quanto condizione di partenza. Si torna a misurare il peso di ogni carica, come premessa di un accordo tutto da siglare. Il Cencelli va alla prova del cambio di sistema.

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