Caldo record nel Regno Unito, un’opportunità per Starmer

Il tema del cambiamento climatico e dell’aumento delle temperature è largamente dibattuto in tutto il mondo. Se in alcuni paesi, come l’Italia, l’argomento sembra non essere stato, quest’anno, in cima alle preoccupazioni dell’opinione pubblica nazionale, lo stesso non si può dire per il Regno Unito in generale e l’Inghilterra in particolare.
Quest’ultima, dopo aver subito la sesta primavera più secca dall’inizio delle rilevazioni nel 1836, sta vivendo l’ultima delle quattro ondate di calore dell’anno, che per più giorni hanno fatto superare il termometro di alcune aree ben oltre i 30°C, inducendo la UK Health Security Agency (UKHSA) a lanciare l’allarme per la salute dei cittadini britannici, in modo particolare per gli anziani. Molto colpite sono le zone delle East e West Midlands, la zona a est di Londra (Norfolk e Suffolk) e il sud-est inglese, mentre le zone del centro-nord paiono meno a rischio per la popolazione.
I problemi per il paese non hanno riguardato solo la salute delle persone. Dopo diverse settimane di calura e siccità, la verde Inghilterra sta soffrendo di carenze idriche impensabili in passato, che colpiscono aziende agricole, danneggiano la fauna selvatica e fanno aumentare gli incendi boschivi.
Inoltre, la siccità ha costretto le autorità a introdurre per milioni di persone il divieto all’utilizzo di tubi per l’irrigazione per limitare il consumo di acqua, mentre le aziende idriche sono criticate per le gravi perdite idriche dalle infrastrutture che gestiscono. Non solo: le ondate di calore hanno colpito i servizi ferroviari, con cancellazioni e limitazioni di velocità sui servizi Greater Anglia e South Western, poiché il caldo e la mancanza di pioggia hanno causato il restringimento del terreno sotto i binari (un fenomeno noto come deficit di umidità del suolo) rendendo i binari irregolari in alcune zone del sud inglese.
Le ondate di calore hanno avuto anche ripercussioni sul lavoro dei cittadini: se fino a oggi il Regno Unito non percepito il bisogno di approvare una legge che definisca quali possano essere le temperature massime accettabili sul posto di lavoro, voci che richiedono una legislazione ad hoc stanno aumentando. Chi più di tutti sta trovando enormi difficoltà sono gli agricoltori: non solo sono costretti a lavorare con temperature inusuali, ma rischiano di dover subire un raccolto catastrofico, in primo luogo per grano e orzo.
Over 8.5 million UK homes are now under hosepipe bans.
— BBC Weather (@bbcweather) August 13, 2025
Find out if one is affecting your area and what the restrictions mean.https://t.co/H3dZb66T8H#HosepipeBan #UKWeather #BBCWeather #Drought
Di recente, Sir David King, presidente del Global Climate Crisis Advisory Group, ha dichiarato che le condizioni di siccità in Inghilterra sono un chiaro segnale che il collasso climatico rischia di distruggere i sistemi idrici, alimentari e naturali del paese. Se è vero che nel 1995 il paese ebbe 34 giorni nei quali le temperature superarono costantemente i 30 °C; mentre nel 2022 furono 19 giorni di grande calore, ciò che desta preoccupazione è la frequenza con cui queste annate si ripetono.
Da questa vicenda potrebbe trarre vantaggio solo il governo laburista di Keir Starmer, che ha inserito la questione climatica e la soluzione di essa nel suo programma elettorale: da quanto sta accadendo la sua volontà di ridurre l’uso di combustibili fossili e sostenere l’uso di energia green potrebbe ricevere un maggiore sostegno interno, tale da consentirgli di superare le remore a implementare i progetti sorte all’indomani dell’incontro con il presidente americano Trump, avverso a questo genere di piani.
Nel frattempo, tra i pochi che stanno traendo beneficio dalla situazione vi sono le stazioni balneari britanniche, che negli ultimi tempi hanno visto in rialzo le loro quotazioni come mete turistiche interne. Anche queste, in fondo, contribuiscono alla creazione della ricchezza del paese.
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