Opinioni

Quegli sconti bonsai per blandire il popolo

La misura riguardante il bollo è l’ennesima occasione per distrarre il pubblico dai problemi economici che viviamo quotidianamente
Paolo Panteghini

Paolo Panteghini

Editorialista

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio - Foto Ansa/Massimo Percossi © www.giornaledibrescia.it
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio - Foto Ansa/Massimo Percossi © www.giornaledibrescia.it

Si avvicinano le elezioni e i micro-provvedimenti vengono annunciati con frequenza giornaliera, diventando l’occasione per distrarre il pubblico dai problemi economici che viviamo quotidianamente. Qualche giorno fa si parlava di «flat tax» sulla tredicesima. Più recentemente si aggiunge l’eliminazione del bollo. In tutto ciò, si fa finta di tagliare i tributi mentre la pressione fiscale cresce anche nel primo semestre 2026 (37,6% secondo l’Istat, al netto delle entrate non fiscali che portano a superare abbondantemente il 40%).

Inoltre il rapporto debito/Pil si mantiene a quota 137,1% (anno 2025; fonte Istat), superando anche quello greco. Vediamo ora questi fantomatici provvedimenti, cominciando dalla flat tax sulle tredicesime. Poiché le tredicesime ammontano a circa 14,5 miliardi, il Governo sta meditando di concentrare il bonus solo sui redditi più bassi.

Se infatti si applicasse lo sconto a tutti i dipendenti, la perdita di gettito oscillerebbe tra i 3 e i 5 miliardi a seconda dello sconto applicato. Visto invece che ci troviamo con l’acqua alla gola, i redditi massimi cui il governo sta pensando si collocano tra i 15.000 e i 30.000 euro: è presumibile che il «manovrone» valga al massimo un miliardo o forse qualcosa di più. Ricordiamo che, mentre le partite Iva con ricavi fino agli 85.000 euro pagano un’imposta sostitutiva del 15%, i dipendenti (meno abbienti) si dovranno accontentare, come al solito, delle briciole.

Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia - Foto Ansa/Massimo Percossi © www.giornaledibrescia.it
Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia - Foto Ansa/Massimo Percossi © www.giornaledibrescia.it

E veniamo al bollo. Stando alle voci, l’Esecutivo dovrebbe abbuonare, per il solo 2027, il bollo per le auto fino a 80 kW e per tutte le moto: circa 14,5 milioni di veicoli, di cui oltre 13,2 milioni di auto. Anche qui, champagne e cotillon: il risparmio medio dovrebbe aggirarsi intorno ai 165 euro per beneficiario.

Si noti che, se una famiglia ha due auto, il bonus andrà all’auto meno potente. Non sia mai! Come si può notare, quelli propagandati con grande enfasi dal Governo sono una miseria, anche perché, nel frattempo, il nostro Esecutivo ha speso circa 2 miliardi nell’inutile tentativo volto a calmierare i costi dei carburanti.

In sé, la manovra non è sbagliata: il vero problema è che risulta del tutto insufficiente. Stiamo intervenendo con sconti-bonsai «a fari spenti nella notte». Ma un lato positivo c’è. Con il Governo Meloni stiamo rispolverando il latino: il termine «una tantum» sta prendendo piede in tutto lo Stivale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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