La «sera dei miracoli» per ripartire con fiducia verso nuovi orizzonti

Ogni rinascita è figlia di un atto di coraggio: la capacità di lasciarci alle spalle il buio per ricominciare.
Accadde nel 1945, quando la voce di Corrado Mantoni interruppe le trasmissioni radiofoniche per annunciare il miracolo. Il sogno diventato realtà: «La guerra è finita». Una luce attraversò il Paese, illuminò anche Brescia, impregnando il primo numero del nostro giornale con un titolo a tutta pagina che ancora emoziona: «Brescia è libera».
Ottant’anni dopo quello spirito ci parla ancora. In un mondo segnato non solo da nuovi conflitti armati, ma anche dalle guerre su materie prime, energia, microchip e dazi, nonché dalle tensioni socio-economiche globali, sentiamo lo stesso bisogno di allora: tornare a credere in una nuova ripartenza.
Nell’ottantesimo compleanno del GdB, il Galà dei Bilanci esprime il dovere della memoria; la responsabilità del presente; il bisogno di custodire la libertà e costruire un futuro dagli orizzonti mutati.
Nella prima pagina del giornale di allora c’erano tutti gli ingredienti necessari: la cronaca del momento, la Liberazione; l’appello del prefetto Pietro Bulloni, a sigillo di un vero e proprio patto sociale. L’attenzione alle piccole-grandi cose come i prezzi calmierati di carne e pane. E l’imperativo: «Anzitutto onestà» contro speculazioni, furbizie, sciacallaggi.
Sentimenti e numeri che parlavano di futuro. Come quelli respirati ieri sera al Teatro Grande: una serata «dei miracoli» che ha delineato l’affresco di un sistema produttivo capace di innovare e innovarsi, resistere e reagire. In due parole: costruire futuro. Anche confrontandosi con una economia segnata, ancora una volta, da venti di guerra, geografie che cambiano e nuove sfide non più eludibili. Vietato sedersi sugli allori.
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