Con le mani nella terra, l’emozione che si rinnova

Le verdure invernali non mi hanno dato nemmeno lontanamente le gioie delle loro colleghe estive. Vedremo di cambiare strategia
Le mani nella terra
Le mani nella terra
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L’emozione è stata travolgente, come una vampata che mi ha infiammato financo l’anima. Non potevo restare indifferente, impossibile restare indifferente. I primi germogli hanno iniziato a puntellare i rami delle ortensie. È la meraviglia della natura che si rinnova ogni anno. E le ortensie sono protagoniste assolute.

Sono piante che chi ne sa definisce rustiche, non richiedono particolari cure. Sono poco esigenti, essendo particolarmente eleganti non amano l’esposizione diretta al sole, prediligono luoghi ombreggiati e freschi e acqua in abbondanza. Questo è il tempo della concimazione e di qualche potatura di rifinitura. Poco impegno e fra qualche mese ripagheranno con abbondanti e generose fioriture.

Poco distante da loro ecco che anche il terreno della futura ortaglia rivendica le giuste attenzioni. Devo ammettere che, come purtroppo temevo, le verdure invernali non mi hanno dato nemmeno lontanamente le gioie delle loro colleghe estive. Vedremo di cambiare strategia. Intanto ho iniziato a ripulire, a togliere le piante ormai esauste dei cavolfiori e dei broccoli; la zappa ha interrotto il suo riposo invernale ed è tornata prepotentemente in campo.

Adoro mettere le mani nella terra, è una sensazione magica, rasserenante. Pure in questo caso l’emozione è stata dirompente, e pure in questo caso è arrivata una vampata, ma stavolta era la spalla che si è bloccata mentre tentavo di estirpare una tenace radice. Perché a volte è meglio non tornare alle proprie radici.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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