Nell’aria l’arrivo dell’ortaglia

Nell’aria sento già profumo di primavera: i sogni che prendono corpo all’orizzonte
C'è chi nell'aria inizia a sentire l'arrivo della primavera
C'è chi nell'aria inizia a sentire l'arrivo della primavera
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Fa ancora freddo, ma io nell’aria sento già profumo di primavera. Non è da tutti percepirlo, ma io sono un po’ un cane da trifola con l’olfatto molto sviluppato. Peraltro ho trovato anche conferme osservando la natura, le mie rose (potate in autunno) hanno iniziato a germogliare: un buon segno.

Non vedo l’ora di riprendere le mie attività sia in giardino che (ovviamente) nell’orto. Sto letteralmente scalpitando per tornare in campo, mi capita ogni anno. Il riposo invernale è un momento piacevole, si recuperano le forze, si fanno progetti per i mesi a venire. Ma poi serve azione. Sul fronte innovazione quest’anno vorrei piantare le fave, ho visto che ci sono le piantine in vendita, a breve le prenderò, le terrò al caldo e poi le metterò a dimora nel mio appezzamento abbondantemente concimato. Ho notato che la stagione fredda ha lasciato in eredità una dose consistente di umidità e muschio, si dovrà intervenire.

C’è insomma molto da programmare, del resto io sono da sempre multitasking. La scienza mi ha spiegato il perché: chi (come me) prova fastidio per i vocalini e le chiamate in generale, preferendo i messaggi scritti, denota una maggiore efficienza cognitiva. Qualcuno doveva dirlo. L’ascolto richiede infatti attenzione continua, con il nostro cervello che percepisce una evidente dispersione di risorse. Il testo scritto ci consente invece un approccio in base alle nostre esigenze, si legge qua e là e si fa sintesi. E nella serenità si programma pure la prossima ortaglia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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