Gli abbracci per combattere il cortisolo

Ci mancava anche il cortisolo a complicarci l’esistenza. Lo ammetto in anticipo: non lo avevo mai sentito nominare. Ma lui evidentemente si è insinuato a mia insaputa. Da tempo, da molto tempo, mi capita di svegliarmi nel bel mezzo della notte, con la precisione di un orologio svizzero si sarebbe detto un tempo: alle tre apro gli occhi come se fosse mattina. Ecco quindi che mi alzo, scendo a bere un goccio d’acqua, faccio due passi, torno a letto, prendo un libro (sono pur sempre un uomo che vuole darsi un tono) e dopo tre pagine mi riaddormento.
Non ho mai dato peso reale a tutto questo, pensavo fosse uno dei correlati del pacato avanzare dell’età. Poi capita che a una cena di coetanei racconto questo fastidio notturno, pronta la replica di un commensale: è colpa del cortisolo. Una rapida ricerca ed eccolo inquadrato, il cortisolo è un ormone con varie funzioni, una è la regolazione del nostro ciclo del sonno. Ma non è finita, perché il cortisolo è anche detto ormone dello stress, quando si alza troppo abbiamo finito di ridere: aumento di peso, difficoltà di concentrazione, sbalzi d’umore. E disturbi del sonno. Il predetto commensale ha poi spiegato come gestirlo: gli abbracci sono un’ottima cura per abbassarlo.
Allora, già sono mezzo isterico perché duramente provato dalle fatiche della vita, ci mancherebbe anche di andare in giro ad abbracciare spiegando che me lo ha ordinato il medico. Ho quindi deciso che abbraccerò gli alberi, alla faccia del cortisolo.
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@Domenica
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