La terza (potentissima) grandinata ha definitivamente chiuso la stagione della mia ortaglia. È stata un’estate molto complicata, i pomodori sono stati i più provati: hanno provato a riprendersi dalla prima falciata di chicchi gelati, ma non si sono più messi in cammino con entusiasmo. Confidiamo nei prossimi mesi, i primi ad essere messi a dimora saranno i finocchi, speriamo portino un po’ di entusiasmo.
In ogni caso, l’estate sta inesorabilmente finendo, un altro anno se ne va. E come ogni estate avevo fatto dei programmi che poi non ho rispettato. Volevo, per esempio, andare al rifugio Friedrich August, a 2300 metri tra il Col Rodella e il passo Sella in Val di Fassa, in Trentino. Volevo andarci non per fare una bella camminata, non per respirare l’aria buona, non per prendere fresco, troppo banale; volevo andarci per vedere quelli che si mettono in coda fino al predetto rifugio per mangiare un krapfen.
Il furbissimo rifugista li sforna ogni mattina e poi li mette su una tavolata sfondo montagne. Poteva il popolo dei pecoroni social non salire immediatamente al pascolo? Figuriamoci. E quindi eccoli là, salire in montagna in infradito perché loro sono smart e liberi, la società non li ingabbia.
Che meraviglia se quel krapfen costasse 30 euro, così una volta arrivati potrebbero anche fare la foto allo scontrino e inondare la rete della loro inutile retorica finto indignata. Poi via di corsa verso casa, pronti a ingozzarsi di pizzette surgelate e riscaldate all’aperitivo. Come sfondo, ça va san dire, il castello di Sirmione.




