Alberto Sordi non si è mai sposato perché non voleva estranei in casa. E già questo basterebbe ad aggiungere mito al suo immenso mito. Ma non solo, perché Sordi ogni pomeriggio, dopo pranzo, si concedeva una sana e ritemprante pennichella. Più breve durante le giornate lavorative, lunghissima la domenica, anche per smaltire il più impegnativo pranzo festivo. In questa giornata si metteva il pigiama ed andava proprio a letto.
Si svegliava nel tardo pomeriggio e tornava totalmente lucido soltanto quando il sole era già ampiamente tramontato. Che meraviglia. Personalmente condivido pienamente la filosofia di vita del grande Albertone nazionale. Nel caso della pennichella, è una vera e propria arte che pratico da sempre. Durante la settimana mi concedo una mezz’oretta prima di tornare al lavoro, mi sistemo sul divano con una copertina (in questo periodo) di mezzo peso e mi assopisco.
La domenica il riposo si allunga, non metto il pigiama ma una tuta, un capo di abbigliamento che personalmente trovo utile solo in questa occasione e che andrebbe per legge vietato fuori dalle mura domestiche, soprattutto se non si è più adolescenti.
La scienza ci supporta spiegando che il sonnellino pomeridiano migliora le capacità cognitive, al risveglio il cervello si mostra più pronto ad apprendere nuovi contenuti. Il temo ideale sono 45 minuti. Molti durante la pausa pranzo vanno in palestra, io chiudo gli occhi e mi rigenero dal logorio della vita moderna.




