E così la grande avventura è iniziata anche quest’anno. C’è qualcosa di meravigliosamente inspiegabile nella vita che si incammina verso il suo destino.
Sarò certamente antico, non trovo nessun fascino nell’intelligenza artificiale, ma ne trovo di infinito in un seme che nella sua piccolezza contiene una potenziale quercia millenaria.
Carico di entusiasmo sono sceso in campo, nel mio campo. Visto che ormai siamo qui tra amici, devo fare una confessione: odio vangare. Stavolta poi il terreno mi sembrava più tenace del solito, maldisposto alla collaborazione. Devo altresì confidarvi che la fatica stava per avere il sopravvento, le lacrime dello sconforto hanno iniziato a rigarmi il viso.
Un po’ alla volta mi sono fatto coraggio, ho pensato a quei motivatori che vengono pagati per dirti frasi banali, quelli che se non citano il Piccolo principe perdono la bussola. E allora: la vera forza è dentro di te; non importa quanto vai piano, l’importante è non fermarsi; tra vent’anni non sarai deluso dalle cose che hai fatto, ma da quelle che non hai fatto; in mezzo a ogni difficoltà si nasconde un’opportunità. Mi sono gasato, quindi avanti, vangata dopo vangata fino a domare quelle aride zolle. Dev’essere come nello sport, all’inizio c’è solo la fatica, poi ti scatta qualcosa dentro e arrivi alla meta con la gioia di avercela fatta. Credo che sia così, perché io non ho mai fatto sport nella mia vita. E confido di continuare così. Sempre molto motivato, sia chiaro.




