Faccio una premessa: quando leggo «spopola sui social» mi viene l’orticaria. Immediatamente. Ma come ai bei tempi ero travolto dal trash di Barbara d’Urso, ecco che oggi non resisto al cliccare, voglio costantemente vedere l’abisso nel quale siamo precipitati.
Mi scuso per il tono simil apocalittico, ma in questi giorni ho iniziato una significativa attività fisica per farmi trovare in forma alla prova costume dell’estate 2027, non posso quindi essere di buonumore, sempre peraltro più convinto che lo sport sia innaturale (e quindi improponibile) per gli essere umani. Come se non bastasse, l’algoritmo dei social ha capito cosa mi interessa in questo periodo (cosa fingo che mi interessi a essere precisi) e continua quindi a propormi argomenti legati al benessere fisico.
Ed eccoci al fenomeno che spopola sui social: la camminata 6-6-6. Si cammina 6 giorni a settimana, 60 minuti al giorno, alle 6 del mattino e alle 6 di sera. E ancora: si fanno 6 minuti di riscaldamento prima di camminare e 6 di defaticamento alle fine. Per dire, se ne fatte sette crolla il castello ed è tutto inutile. Chiarezza, praticità e costanza: queste le parole chiave del metodo diventato famoso su TikTok.
Ce ne sarebbero altre da aggiungere, ma restiamo dei gentiluomini d’altri tempi. Quando peraltro quel trittico di 6 evocava Belzebù, e non è certo un caso. Io intanto continuo a fare esercizi con i miei bilancieri da 9 chili. Ho visto Mogol dalla Caterina Balivo, a novant’anni si allena con 10 chili per braccio. Ho ancora quattro decenni di tempo per arrivarci.




