Finalmente siamo nel pieno dell’autunno, che meraviglia. La pioggerella, le giornate splendidamente più corte, l’arietta fresca financo fredda. Il mio orario preferito sono le cinque del pomeriggio (ovviamente non del mattino), indosso il mio giaccone di velluto e mi metto in cammino per la mia passeggiata pre cena. I parchi del mio paese sono la meta perfetta, con la splendida cornice del foliage sono qualcosa di indescrivibile: una bellezza che ti colpisce fino alle lacrime.
Carico di emozioni, una sera ho voluto esagerare, prima di rientrare sono passato dalla mia ortaglia. Nei giorni scorsi ho messo a dimora finocchi, qualche broccolo romanesco, alcune piantine di catalogna. Non ho voluto eccedere nella coltivazione, sul fronte invernale non mi sento ancora pienamente sicuro. Il sedano rapa che avevo sistemato in estate continua a crescere, chissà quando sarà da raccogliere. Ci penseremo. Ho anche potato l’alloro che troneggia proprio nel mezzo del mio orto. Il profumo delle foglie è inebriante. Ne ho colte un bel mazzetto e le ho messe a bollire con una generosa manciata di castagne.
Adoro le castagne lessate. Hanno quel sapore sincero dei tempi andati e l’eleganza di non essere di moda tra la gente che piace. Le apprezzo anche abbrustolite, che sogno il caminetto scoppiettante con la padella bucherellata carica di castagne. Inebriante farlo in una casa di montagna mentre fuori nevica. Ma non si può avere tutto, accontentiamoci delle caldarroste sulle montagnette di Roncadelle.




