Lettere al direttore

Passaggi a livello, perché ho lanciato una petizione

Stanco delle lunghe attese che spesso mi trovo ad affrontare ai passaggi a livello della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, ho promosso una raccolta firme con l’obiettivo di coinvolgere e raccogliere il sostegno di quante più persone possibile, sensibili a questa problematica. Per motivi di lavoro mi capita di spostarmi frequentemente e, nelle giornate particolarmente sfortunate, può succedere di incontrare più passaggi a livello chiusi lungo lo stesso tragitto. Attese che in alcuni casi superano gli 8 minuti, arrivando persino a toccare i 12. Sommando i tempi di attesa, mi è capitato di rimanere fermo quasi 30 minuti per percorrere il tragitto da Gianico a Breno. Una situazione che ritengo ormai insostenibile. Vorrei precisare che sono assolutamente favorevole al trasporto ferroviario e riconosco gli importanti investimenti effettuati da Trenord negli ultimi anni, che hanno contribuito a migliorare sensibilmente il servizio e il comfort dei passeggeri. Il treno rappresenta una risorsa preziosa per il nostro territorio e tale deve rimanere. Credo, tuttavia, che sia necessario prestare attenzione anche a chi si sposta utilizzando altri mezzi di trasporto e che, spesso per motivi di lavoro, è costretto a subire disagi considerevoli. Penso, ad esempio, agli autotrasportatori, che devono rispettare tempi e scadenze durante tutta la giornata e che, rimanendo bloccati ai passaggi a livello, perdono minuti preziosi che, sommati nell’arco della giornata, possono trasformarsi in ore, con inevitabili ripercussioni sul servizio offerto. Penso alle aziende, che si trovano a sostenere costi improduttivi per il tempo perso dai propri autisti e dai mezzi fermi. Ma penso soprattutto ai mezzi di soccorso, che possono trovarsi ad affrontare un’emergenza proprio mentre un passaggio a livello è chiuso per un tempo interminabile. In quelle circostanze, anche un solo minuto può fare la differenza e diventare prezioso per salvare una vita. Sono convinto che, con un po’ di buon senso e la volontà di affrontare seriamente la questione, una soluzione possa essere individuata e attuata senza dover necessariamente attendere ancora a lungo. È proprio con questo spirito che ho lanciato la petizione, che sto cercando di diffondere attraverso le diverse piattaforme per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni e portare questa problematica all’attenzione di chi ha le competenze e la responsabilità di intervenire.

Gianluca Pellegrinelli

Pian Camuno

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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