Data center e fame di energia: serve una soluziona seria
Il «catenaccio» del vostro titolo a tutta prima pagina del giornale del 29 inizia con «La Lombardia è la Silicon Valley d’Italia ma gli impianti per l’AI consumano moltissimo...». I dettagliati articoli interni esplicitano i previsti fabbisogni e le ipotizzate nuove fonti, facendo riferimento ad un dossier elaborato da Regione Lombardia e dalla Fondazione Politecnico di Milano che, purtroppo, non risulta reperibile presso i siti di entrambe. Le riportate previsioni di aumento della potenza assorbita dai data center - in base alla normativa vigente - collocano la questione (quella dell’adeguamento dell’approvvigionamento) fra quelle di competenza nazionale; fermo restando che dispacciamento e trasporto dell’energia elettrica sono già - per legge - affidati ad un gestore unico nazionale: Terna. Fa bene la Regione Lombardia ad occuparsene (per il territorio di sua competenza) ma meglio farebbe ad investirne subito il governo, l’unico deputato alla definizione di un adeguato piano energetico nazionale; anche perché le richieste di nuovi data center riguardano anche altre regioni. Il problema si è presentato in varie parti del mondo. Ad esempio lo Stato del Texas ha approvato una legge che fa obbligo, a chi voglia realizzare nuovi data center, di installare anche un’adeguata sorgente energetica.
Angelo Ariosto
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