Canone tv, regina presunta d’Italia e ciclismo negato
Il 27 settembre 2026, diretta Rai2, campionati mondiali di ciclismo, ore 20.30. Diamo la linea al tg2... continuate la diretta su Raiplay. Notizie del tg2: Giorgia ha chiesto anche alla IP dopo Eni di bloccare il prezzo dei carburanti. Si sarà mai chiesta perché il petrolio oggi costa così tanto? Il biondo statunitense con cui fece parecchi selfie non c’entra niente? Altre notizie: Sfilata Armani a Milano, Lunarossa, esplosivi dove non ho capito, sempre notizia Usa. Torniamo al ciclismo: la bicicletta pare sia stata inventata in Italia-Francia. Abbiamo avuto campioni tipo Coppi, Bartali, Ganna, Pantani, si potrebbe continuare all’infinito, non potremmo elencarli tutti. L’Italia non è solo un Paese di calciatori, basta vedere il pubblico e le dirette del giro, del tour de France, giro di Lombardia, Milano Sanremo, Tirreno Adriatico, etc. Ebbene sì: Telemeloni può fermare la diretta tv di una gara di ciclismo, la più importante al mondo. Alternativa poi dimostratosi bidone: vai su raiplay, niente. Parentesi: raiplay comporta una connessione internet e una smart tv. Non tutti possono. Incapacità pure dei programmatori Rai: in raisport stavano trasmettendo una partita di serie C, cosa che probabilmente interessava a qualche migliaio, non ai centinaia di migliaia che stavano seguendo i campionati mondiali nel momento cruciale. Gli appassionati di ciclismo hanno dovuto aspettare mezz’ora, mezz’ora della gara più importante al mondo e oltre il tg subire la solita opprimente publicità. Fosse stata una partita di calcio? Diretta integrale, all’inizio delle partite inno di Mameli e grandi Tricolori. Diretta assicurata con abbondanti replay. Nel ciclismo l’inno nazionale si sente alla fine della gara e si sente quello dei vincitori. Ha senso ancora il canone tv? Io cittadino devo pagare la propaganda elettorale alla nuova presunta e autoproclamata regina d’Italia?
Luciano Bisleri
Cellatica
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