Aumento costi? Quel che è certo è che E-vai se ne va
La mattina del 28 luglio ho ricevuto una mail di poche righe con cui E-Vai, che gestisce il servizio per conto del Comune di Brescia, comunica che, dal 1° settembre, il servizio di car sharing per i cittadini verrà interrotto. La motivazione è un generico «aumento dei costi», una spiegazione che lascia molti interrogativi. Se il problema è la sostenibilità economica del servizio, perché non valutare un adeguamento delle tariffe anziché cancellarlo completamente? La cosa più grave, però, è un’altra: con poco più di un mese di preavviso, centinaia di utenti si ritrovano improvvisamente senza un servizio essenziale. Molti di noi, negli anni, hanno scelto consapevolmente di non acquistare una seconda auto - o addirittura di rinunciare del tutto all’auto privata - proprio perché potevano contare su un sistema di mobilità condivisa affidabile. Da anni ci viene ripetuto che bisogna ridurre il numero di automobili in circolazione, limitare le emissioni e scegliere forme di mobilità più sostenibili. Eppure, quando qualcuno quella scelta la fa davvero, eliminando l’auto privata e affidandosi al car sharing, viene lasciato senza alternative. È questo il messaggio che vogliamo dare? Che essere virtuosi conviene solo finché non diventa economicamente scomodo per qualcuno? Dopo oltre quindici anni di servizio, vedere sparire il car sharing senza un piano alternativo e con un preavviso così ridotto rappresenta un enorme passo indietro per una città che dice di voler investire nella mobilità sostenibile. Spero che le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti si attivino per trovare rapidamente una soluzione. Perché promuovere la mobilità sostenibile significa, prima di tutto, garantire ai cittadini gli strumenti per praticarla davvero. La sostenibilità non si misura dagli slogan, dalle domande di diventare capitale green europea, ma dai servizi che si mettono a disposizione dei cittadini. Oggi a Brescia se ne spegne uno dei più importanti.
Piercarlo Paderno
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