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IL PUNTO

L'Istat conferma: «A Brescia morti triplicati a marzo»


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17 apr 2020, 16:45
Il vescovo Tremolada benedice le bare dei morti per Covid, nella primavera del 2020 -Foto © www.giornaledibrescia.it

Il vescovo Tremolada benedice le bare dei morti per Covid, nella primavera del 2020 -Foto © www.giornaledibrescia.it

In 1.689 Comuni italiani i decessi dall'1 marzo al 4 aprile 2020 sono il 20% in più rispetto a quelli della media dello stesso periodo dal 2015 al 2019. Lo rende noto l'Istat, che ha condotto la rilevazione sui 5.909 subentrati nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), circa tre quarti del totale dei comuni italiani.

Un quadro, ora validato dalla fotografia ampia per durata ed estensione geografica dall'Istat, che in cui trova conferma in pieno l'analisi che aveva già nelle scorse settimane effettuato il GdB con la società specializzata InTwig, sulla scorta dei dati relativi ai decessi forniti su nostra richiesta dalle Anagrafi dei 205 comuni bresciani. Proprio InTwig aveva poi esteso la proiezione sull'intero territorio lombardo.

L'Istat ha scelto di concentrare l'attenzione sui comuni presenti in ANPR e con dati affidabili che presentano almeno dieci decessi nel periodo 4 gennaio - 4 aprile 2020 (ultimi tre mesi, perchè meno esposti a eccessive variazioni nei dati giornalieri) e che hanno fatto registrare un aumento dei morti pari o superiore al 20 percento rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019.

Si tratta quindi dei comuni che presentano un importante eccesso di mortalità rispetto agli anni precedenti. I comuni che rispondono a tali criteri e di cui si diffondono i dati sono 1.689. «Di questi comuni fanno parte i 1.450 diffusi la scorsa settimana, alcuni dei quali possono aver perso, a seguito del presente aggiornamento, i requisiti sopra indicati (187 comuni) - spiega l'Istat -. Li si è comunque presi in considerazione al fine di dare continuità al monitoraggio dell'insieme dei comuni selezionati. Alcuni valori sono stati rivisti anche per le prime quattro settimane a causa di integrazioni trasmesse in ritardo. Questi comuni non costituiscono un campione, meno che mai rappresentativo, dell'universo dei comuni italiani, ma solo un loro sottoinsieme meritevole di attenzione: l'importante incremento dei decessi per il complesso delle cause, infatti, si è osservato proprio in concomitanza della diffusione dell'epidemia di Covid-19».

Il consolidamento dei dati e l'estensione del periodo di osservazione mettono ulteriormente in evidenza, la situazione particolarmente critica dei comuni delle province di Bergamo e Brescia. Nel capoluogo orobico, in particolare, sono quintuplicati i decessi per il complesso delle cause per il mese di marzo e per i primi quattro giorni di aprile, passando da una media di 141 casi nel 2015-2019 a 729 nel 2020

Incrementi della stessa intensità, quando non superiori, interessano la maggior parte dei comuni della provincia bergamasca. Situazioni particolarmente allarmanti si riscontrano
anche nella provincia di Brescia, nel cui capoluogo i decessi per lo stesso periodo sono triplicati: da 212 nel 2015-2019 a 638 nel 2020. Va ancora rilevato come incrementi ben superiori al 200% siano presenti anche in capoluoghi come Piacenza (283%), Pesaro (246%) o Cremona (345%)».

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