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Italia ed Estero

BREXIT

Johnson vuole passaporto e visto anche per i cittadini europei


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3 dic 2019, 06:50
Boris Johnson - Foto JEFF OWERS/BBC

Boris Johnson - Foto JEFF OWERS/BBC

Un sistema elettronico di controllo degli ingressi, simile all'Esta in vigore per i visti di accesso negli Usa, anche per poter entrare in Gran Bretagna. È ciò cui dovranno sottoporsi tutti i cittadini stranieri, inclusi quelli dei Paesi Ue, dopo la Brexit e il successivo periodo di transizione nel rispetto dello status quo previsto per ora fino al 31 dicembre 2020. Almeno stando ai programmi in materia di immigrazione del partito conservatore di Boris Johnson, illustrati oggi dalla sua ministra dell'Interno, Priti Patel.

L'obiettivo del governo in carica britannico, già ripetutamente annunciato da Johnson nella campagna elettorale in vista del voto del 12 dicembre, è quello d'imporre un giro di vite sul flusso migratorio, secondo il modello di filtri adottato per esempio dall'Australia.

Un modello che per i cittadini Ue significherà - se i conservatori vinceranno - l'equiparazione al trattamento riservato agli extracomunitari. Anche con l'introduzione, confermata oggi da Patel, esponente euroscettica della destra più radicale in casa Tory, di un meccanismo in base al quale europei che dal primo gennaio 2021 visteranno il Regno Unito, pure da semplici turisti, dovranno compilare in anticipo moduli analoghi a quelli dell'Esta americano: e attendere il via libera delle autorità di frontiera britanniche all'ingresso tre giorni prima dell'arrivo in qualsiasi aeroporto o porto dell'isola.

«A causa delle leggi Ue - afferma la ministra dell'Interno di Johnson - droga e armi entrano ora nel nostro Paese dall'Europa, accrescendo il rischio di violenze e tossicodipendenze. Dopo la Brexit i nostri confini saranno molto più sicuri». Parole propagandistiche, replica Diane Abbott, ministra dell'Interno ombra del Labour di Jeremy Corbyn, secondo cui la «hard Brexit» di BoJo e di Priti Patel indebolirà al contrario la cooperazione investigativa e d'intelligence con i 27 e di conseguenza «la sicurezza» del Regno.

 

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