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Italia ed Estero

PALAZZO CHIGI

Green pass, slitta il decreto su scuola e trasporti


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28 lug 2021, 20:24
L'interno di una classe di una scuola primaria - Foto Ansa  © www.giornaledibrescia.it

L'interno di una classe di una scuola primaria - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il governo rinvia il decreto che introduce il nuovo elenco dei luoghi dove si potrà entrare soltanto con il green pass. Arriveranno quindi la settimana prossima le misure su scuola e trasporti: entro il 6 agosto saranno definiti gli interventi che puntano al raggiungimento di due obiettivi. Il primo, prioritario per l'esecutivo e ribadito anche oggi sia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, è riportare in classe tutti gli studenti a settembre e dire addio alla Dad. Il secondo è evitare che il ritorno dalle vacanze si trasformi in un’ondata di nuovi contagi tale da far schizzare la curva del virus con il rischio di un aumento delle ospedalizzazioni, nonostante le possibilità che questo accada siano piuttosto basse vista l’efficacia quasi totale dei vaccini ribadita a inizio mese dall’Istituto superiore di Sanità.

Quali misure saranno adottate

I provvedimenti riguarderanno i viaggi in treno, aereo e nave, dove probabilmente dalla seconda metà di agosto sarà introdotto l’obbligo del green pass per accedervi. Al proposito Mario Draghi ha incontrato a palazzo Chigi Matteo Salvini: durante lo scambio, definito «proficuo e cordiale» dal governo, il premier ha spiegato al leader della Lega che questa settimana sarà dedicata a blindare la riforma della giustizia proposta dalla ministra Cartabia e a chiudere la complicata mediazione tra le forze di maggioranza. Poi si passerà a tutte le misure per contenere i contagi da coronavirus. 

Il focus sulla scuola

Nelle prossime ore sarà illustrato alle Regioni il piano messo a punto dal ministero dell'Istruzione sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico. L’obiettivo è arrivare alla ripresa dell'anno scolastico con almeno il 60% degli studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinati (circa 2,4 milioni di persone, 2 se si considera solo chi frequenta le superiori), traguardo raggiungibile entro i primi dieci giorni di settembre secondo il Commissario per l'emergenza Francesco Figliulo. Si discuterà anche dell’utilizzo della mascherina e del distanziamento, della capienza dei traporti pubblici all'80% e dell’eventuale scaglionamento degli orari d'ingresso. Per problemi di privacy e di protocolli sulla quarantena, non sembra invece percorribile anche in Italia la scelta della Francia in base a cui in caso di contatto positivo in classe in Dad va solo chi non è vaccinato.

Le vaccinazioni del personale scolastico

Resta il nodo delle vaccinazioni del personale scolastico. Ad oggi la percentuale degli immunizzati è arrivata all'85,5% ma con forti differenze regionali: in base all'ultimo report 4 regioni - Sicilia, Sardegna, Calabria, Liguria - e la provincia di Bolzano hanno oltre il 30% di prof che non hanno fatto neanche la prima dose. Il governo punta ad arrivare settembre con il 90% del personale scolastico vaccinato con entrambe le dosi. Non ci sono problemi di forniture, visto che nei frigoriferi delle Regioni ci sono 4,6 milioni di dosi e ad agosto ne arriveranno circa 16 milioni. Il problema è solo convincere chi non vuole vaccinarsi. È probabile che il governo proceda con una forte raccomandazione e poi se entro il 20 agosto - data in cui le Regioni dovranno fornire a Figliuolo i numeri reali della situazione - non si sarà raggiunto il 90%, potrebbe pensare a introdurre l'obbligo.

«A scuola si va in presenza - conferma il sottosegretario alla Salute Andrea Costa - e per centrare l'obiettivo non possiamo pensare ad un ritorno senza il personale vaccinato. Chi si oppone, se non riusciremo a convincerlo, sarà obbligato». Il ministro Bianchi è più cauto: «Il governo vedrà se c'è bisogno di un'omogeneizzazione di tutto il paese. Se c'è una regione con solo il 70% dei docenti vaccinati, il generale Figliulo si concentrerà su quella per portarli al livello nazionale». 

Anche i presidi hanno riconfermato il loro sostanziale appoggio all'obbligatorietà, attaccando però la politica sia per le «difficoltà» nel decidere sia sui trasporti locali, altro punto critico per la ripresa a settembre: «In un anno e mezzo non si è riusciti a comprare mezzi e ad assumere più autisti» dice il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. 

 

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