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Italia ed Estero

I DATI

Da Brescia al mondo: il punto del contagio con le mappe

Redazione Web

Italia ed Estero
16 mar 2020, 21:32
La Terapia intensiva del Civile - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

La Terapia intensiva del Civile - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

L'Europa chiude le frontiere. L'Italia conta i malati: oltre duemilacento vittime finora in Italia per il Covid-19 (per la precisione 2.158), ma il trend di contagi è stabile, se non in calo. Le ultime cifre sui malati nel Paese accendono una prima fievole speranza: la curva dei nuovi infetti, ora al +11,9%, non cresce più al ritmo che si temeva

Brescia. Per il Bresciano invece questo è il giorno più nero con Brescia che ha avuto un incremento di casi (+445) maggiore di quello di Bergamo. I decessi nel Bresciano arrivano a 315.

Lombardia. In Lombardia ci sono 14.649 positivi al coronavirus e 1.420 decessi, 202 in più rispetto a domenica: lo ha comunicato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera durante la conferenza stampa quotidiana da Palazzo Lombardia.

I positivi sono 1.377 in più, «un dato inferiore a quello di ieri, in linea con quello degli altri giorni», mentre il dato dei ricoverati «è molto alto, sono 1.273 in più di ieri». In terapia intensiva sono ricoverate 823 persone, 66 in più rispetto a domenica. 

Italia. Complessivamente 23.073 i malati in Italia, con un incremento rispetto a domenica di 2.470, ieri l'aumento era stato di 2.853. Il numero complessivo dei contagiati - comprese vittime e guariti - ha raggiunto i 27.980. Il dato è stato comunicato dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.
Le vittime sono 2.158, +349. Sono invece 2.335 le persone guarite. 

La curva dei contagi da Coronavirus si avvia verso il picco atteso nei prossimi giorni. Sono invece 2.335 le persone guarite

Europa. La pandemia di coronavirus è un'auto in corsa che ha raggiunto un altro, allarmante traguardo: per la prima volta i contagi e i morti nel mondo hanno superato quelli in Cina. In questo scenario l'Europa, che è il nuovo epicentro, chiude da domani a mezzogiorno le frontiere esterne dell'Unione. «Questa è una crisi sanitaria che segna la nostra epoca», ha sottolineato l'Oms, avvertendo che la lotta contro questa «malattia grave, che uccide anche giovani e bambini», richiederà «mesi». Lo dimostrano gli 87.000 contagi registrati nel mondo, che hanno superato gli 80.000 della Cina, e lo stesso vale per il numero dei morti, ben oltre i 3.200 degli oltre 7.000 complessivi. La crescita più robusta è in 

Europa, dove in diversi Paesi si assiste all'escalation iniziata in Italia. La situazione nel Vecchio Continente è stata tra i temi al centro della videoconferenza dei leader del G7 in cui è stato concordato di fare tutto il possibile per garantire la crescita. Sempre più Stati membri hanno rinunciato alla libera circolazione interna sancita da Schengen.

Così dopo Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Lituania e Germania, anche la Spagna ha sigillato i suoi confini: è il secondo Paese più colpito in Europa, con oltre 9.000 contagi (anche il governatore catalano Quim Torra) e 300 morti.

Non va meglio in Germania, dove gli esperti sanitari hanno confermato che i casi «crescono piuttosto velocemente». Mentre la cancelliera Angela Merkel ha spiegato che parlamento e Laender hanno varato «misure straordinarie ma necessarie» per ridurre i contatti sociali. La ricca Baviera ha dichiarato lo stato di calamità ed è praticamente chiusa.

Cresce l'allarme anche in Gran Bretagna: il brusco aumento delle infezioni da Covid-19 ha convinto Boris Johnson ad abbandonare la linea dell'attendismo, tanto che il capo del governo di Sua Maestà ha raccomandato lo stop di tutti i viaggi non necessari, il lavoro da casa e la rinuncia ai contatti sociali, incluse le 'istituzionalì bevute al pub. Misure draconiane sulla falsariga italiana sono state adottate in Svizzera e uno scenario simile è stato imposto in Francia: spostamenti drasticamente ridotti per 15 giorni e sanzioni per chi non rispetta le regole. «Siamo in guerra», è stato il monito di Macron. La stretta anti-pandemia non riguarda solo l'Europa. 


Mondo. Negli Stati Uniti le due città simbolo, New York e Los Angeles, di fatto si fermeranno, con lo stop a scuole, bar, ristoranti, cinema e all'iconica Statua della Libertà. Anche a Washington si resterà a casa e Las Vegas ha chiuso i casinò, mentre in New Jersey è scattato il coprifuoco. In Africa infine si registrano solo un centinaio di contagi complessivi in 27 Paesi ma c'è da dubitare che i controlli siano massicci. L'Oms ha messo in guardia i paesi a basso reddito perché l'infezione avrebbe un impatto devastante sulle fasce più deboli. Per questo l'imperativo è sempre lo stesso: «Test, test, test» su ogni caso sospetto. 

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