E se l’Adunata del 2023 è cominciata solo ieri, c’è già chi pensa al futuro. Non all’anno prossimo e neanche a quello dopo: gli occhi dei presidenti delle tre sezioni bresciane sono tutti puntati sul 2026. Dire che sono determinati a centrare il risultato è poco. Sono agguerriti.
A sostegno della candidatura nostrana ci sono tutte le penne nere del raggruppamento, che comprende Lombardia e Emilia Romagna. «Vogliamo fortemente che la nostra città torni ad ospitare il raduno annuale delle penne nere, che manca da troppo tempo» ci dicono quasi in coro, finendo uno le parole dell’altro: un discorso che è stato condiviso più volte.
«Brescia è perfetta per l’Adunata - afferma Ballardini, alla guida della sezione camuna -, non solo perché possiamo contare sulla forza di 22mila iscritti e siamo abituati ad organizzarci, ma perché è proprio la città in sé che si presta. L’attaccamento e l’affetto dei bresciani, certo, ma anche i servizi, le infrastrutture, i trasporti. Dopo i disastri logistici visti a Rimini l’anno scorso, dove gli autobus non reggevano le esigenze delle migliaia di persone presenti, sono certo che Brescia saprebbe mettere in campo la sua efficienza. Siamo nel pieno di un test, Capitale della Cultura, che sta perfezionando anche la nostra rete di accoglienza e ospitalità. E che sta andando decisamente bene».
Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.




