Il mondo è tutto ciò che accade, scriveva Wittgenstein all’inizio del Tractatus. Ciò che è previsto come ciò che non lo è. A volte, infatti, dalla «scatola» salta fuori qualcosa di nuovo. Questa settimana, per esempio, abbiamo scoperto che di felini ce n’è uno in più di quelli che pensavamo di conoscere.
Il nuovo arrivato nella tassonomia è Leopardus tilcayo, un piccolo felino della foresta di Yungas, in Bolivia. Ha il manto maculato di un leopardo, ma le dimensioni di un gatto domestico. La sua scoperta è stata annunciata giovedì in un articolo sulla rivista scientifica Current Biology: la notizia è diventata in breve tempo molto popolare e il tilcayo da qualche giorno si è preso la scena sui social. La notizia fa scalpore, perché da oltre cento anni non scoprivamo una nuova specie (vivente) di felino.
Certo ora bisognerà capirne la diffusione, conoscere il suo livello di minaccia. Scoprire nuove specie può servire anche a proteggerle. Però è bello pensare che dalla «scatola» sia uscito qualcosa di nuovo. Oggi è un piccolo felino della foresta andina, domani potrebbe essere qualcun altro o forse potrebbe non essere nessuno. C’è ancora molto là fuori che non sappiamo, che non dominiamo. E l’idea è rassicurante.




