Magari sarà una «domenica lunatica» come quella di Vasco Rossi, o che «non finisce mai» vista dalla prospettiva di Antonello Venditti. Però finalmente è domenica, giorno in cui si chiude una settimana di polemiche tra calcio (soprattutto) e tennis (di riflesso) che, se possibile, hanno allontanato ancor di più il mondo reale da quello del pallone.
Colpa di un derby, quello romano, fissato nello stesso giorno della finale degli Internazionali. Distanza Centrale del Foro Italico-stadio Olimpico: 5 minuti a piedi se ci si ferma a mangiare pane e porchetta con birra. Rischi connessi ad ordine pubblico e viabilità? Altissimi. Che Sinner arrivasse in finale era prevedibile, che fosse una follia far cadere Roma-Lazio nello stesso giorno anche.
Bastava inserire il «paletto» alla stesura dei calendari in estate come avviene per il Sei Nazioni di rugby. «Il 17 maggio no derby di Roma», e ci si risparmiava giorni di «giochiamo domenica alle 12.30, no lunedì alle 20.45, no domenica alle 12», con ricorsi al Tar (che non decide) annesso. Giusto perché non solo il calcio faccia la parte del brutto e cattivo: Darderi ha chiuso i quarti di finale oltre le due di notte... Ah, buona domenica.




