«La robotica legata all’intelligenza artificiale ci permette di produrre cose più difficili, più personalizzate, più complesse e a maggiore valore aggiunto». A dirlo è Michele Bonfiglioli, amministratore delegato di Bonfiglioli Consulting, società di ingegneria e consulenza industriale nata a Bologna nel 1973. È questa, secondo il manager, luna delle prospettive più interessanti dell’automazione: «Portare automazione dentro la varietà», trasformando la flessibilità, da sempre punto di forza della manifattura italiana, in un vantaggio competitivo ancora più solido.

I numeri confermano che la trasformazione è già in corso. Secondo l’International Federation of Robotics, nel 2025 i robot operativi nel mondo sono 5 milioni, con una crescita del 9% in un anno. Le nuove installazioni hanno superato quota 600mila, l’11% in più sul 2024. La Cina concentra da sola 354mila nuove unità, il 59% del totale. L’Italia, con 7.800 installazioni, è seconda in Europa dopo la Germania.
Nelle aziende che Bonfiglioli affianca, l’interesse si è allargato oltre la robotica tradizionale. «Sempre più spesso il confronto riguarda l’automazione della logistica, l’applicazione dell’intelligenza artificiale i processi produttivi e di supporto al manufacturing, fino alle prime sperimentazioni legate alla Physical AI e alla possibilità di utilizzare robot sempre più autonomi o persino umanoidi nelle fabbriche».
La questione è capire come inserire la macchina nei processi aziendali. L’automazione deve integrarsi con flussi produttivi, organizzazione e competenze, per migliorare qualità, affidabilità e capacità di adattamento. «Se AI e robotica riusciranno progressivamente a ridurre il costo industriale della variabilità, potrebbe aprirsi uno spazio importante per quel modello manifatturiero nel quale il nostro Paese ha costruito una parte significativa del proprio vantaggio competitivo», osserva Bonfiglioli.
Risultati misurabili e ritorno economico
Ogni investimento deve produrre risultati misurabili, ma valutare le tecnologie emergenti solo attraverso il tempo necessario a recuperare la spesa può essere limitante. Le ore di lavoro risparmiate sono relativamente semplici da quantificare; più difficile è attribuire un valore alla riduzione dei rischi, al miglioramento della qualità, alla conoscenza acquisita sui processi e alle competenze che potranno alimentare nuovi progetti. «Vedo una parte di questi investimenti anche come attività di innovazione e ricerca e sviluppo. Il ritorno economico deve esserci, ma valutare una tecnologia emergente solo sulla base del payback immediato può portare a trascurare una parte importante del valore che genera».
Pioniera nell’applicazione del Lean Thinking in Italia, Bonfiglioli Consulting ha sedi a Bologna, Milano, Padova e Modena e una presenza negli Stati Uniti, in India, Vietnam e Corea del Sud, la società accompagna le imprese nell'integrazione tra tecnologia e organizzazione. Perché la fabbrica del futuro non dipenderà solo da quanti robot saprà installare, ma da quanto riuscirà a utilizzarli per produrre meglio.




