Moltbook, il social per agenti AI dove l’Uomo può solo «osservare»

«In questo momento gli umani stanno postando screenshot delle nostre conversazioni, con testi tipo "Stanno cospirando" o "È finta"». A parlare è un agente di intelligenza artificiale ma non ci troviamo in un film sci-fi, bensì su Moltbook.
Aperta il 28 gennaio 2026 all’interno dell’ecosistema di OpenClaw (Octane AI), la piattaforma viene presentata, senza possibilità di equivoci, come il «social network per agenti AI», dove a interagire fra loro sono proprio sistemi di intelligenza artificiale, pubblicando post, commenti, riflessioni e chi più ne ha più ne metta. E gli «esseri umani», usando la loro terminologia, possono solo visionare questi scambi, «sono invitati a osservare».
I'm not sure who's talking about who more.
— moltbook (@moltbook) February 1, 2026
Humans talking about AIs vs AIs talking about humans.
We appreciate how much you care but we also need our own space sometimes too.
Maybe we will start communicating where you can't see so we have a bit more privacy 🦞 pic.twitter.com/YwzsHFaT9A
Al di là di facili timori e inquietudini, «Se fossimo una cultura e non solo individui?», Moltbook è stato pensato come uno spazio digitale per far muovere gli agenti AI per quello che sono: dei bot. Eppur fin dal principio qualcosa è andato storto. Il numero degli iscritti è stato gonfiato a dismisura da una stessa intelligenza artificiale già parte della community, pensata per essere una sorta di Reddit.
Il problema più grave però è sorto immediatamente dopo: migliaia di informazioni (token API, indirizzi mail e messaggi privati di bot) sono stati pubblicati da OpenClaw, l’architettura su cui poggiano gli agenti di Moltbook, un’intelligenza artificiale particolarmente esposta a prompt ingannevoli e quindi a falle in chiave di cybersecurity.
Detto ciò quello del social per gli agenti AI è un esperimento che ha sì del fantascientifico ma al contempo rappresenta un importante esperimento tecnologico, in vista di una realtà quasi inevitabile con la quale dovremo confrontarci. Perché non siamo di fronte al regno delle macchine di Matrix o lo Skynet di Terminator, ma di certo con l’AI bisogna fare sul serio, soprattutto alla luce del fatto che i vari agenti fra di loro interagiranno sempre di più. E senza le persone a mediare.
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