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Dal menu al conto in un clic: la scommessa bresciana di Qodeup

Nata come progetto parallelo di due amici incontratisi per caso su un campo da beach volley, la società di Castegnato serve oltre tremila ristoranti in Italia. Il fondatore Fabio Marniga: «Il QR code è soltanto la maniglia. La parte difficile è tutto ciò che sta dietro».
Fabio Marniga e Stefano Allegra
Fabio Marniga e Stefano Allegra

Il dolce è finito, il caffè anche. A trattenere i clienti al tavolo resta soltanto il conto: bisogna richiamare il cameriere, aspettare il Pos e risolvere l’immancabile questione dei pagamenti separati. Gli ultimi minuti di una serata, spesso i meno piacevoli della cena, sui quali una società nata nel Bresciano ha costruito la propria crescita.

Si chiama Qodeup, ha la sua base a Castegnato e permette di visualizzare, dividere e pagare il conto direttamente dallo smartphone. Non serve scaricare un’applicazione: si inquadra il QR code collocato sul tavolo, si sceglie se saldare tutto, dividere alla romana o selezionare soltanto ciò che si è consumato e infine si paga con carta, Apple Pay, Google Pay, Satispay, buoni pasto o altri strumenti abilitati. Alla fine, si può lasciare una mancia, scrivere una recensione o iscriversi al programma fedeltà del locale. Il quadratino bianco e nero, però, è soltanto la parte visibile. «Il QR code è la maniglia, non la porta», sintetizza Fabio Marniga, fondatore e amministratore delegato di Qodeup. Dietro ci sono software che devono far dialogare in tempo reale casse, gestionali, circuiti di pagamento, programmi di fidelizzazione e sistemi fiscali. È questa infrastruttura, più del codice stampato sul tavolo, a rappresentare il cuore dell’impresa.

Galeotta fu una partita di beach volley

La storia comincia dall’incontro casuale tra Marniga e Stefano Allegra, oggi cofondatore della società. Prima amici, poi soci. «Quella sera sostituii una persona assente durante una partita di beach volley a quattro – ricorda Marniga –. Le occasioni che cambiano la vita si nascondono nelle opportunità di tutti i giorni». Ad avvicinarli sono la passione per i viaggi e la curiosità per culture diverse.

Un qr code di Qodeup
Un qr code di Qodeup

A renderli complementari sono invece le competenze. Marniga arriva dalla vendita tra imprese e da un’esperienza imprenditoriale in un settore tradizionale: mercato, negoziazione e capacità di portare il prodotto al cliente. Allegra ha una solida esperienza nella progettazione di software e applicazioni. «Molte startup nascono da due profili simili – spiega Marniga – Noi abbiamo costruito Qodeup invece sulla sinergia tra business e tecnologia».

Il progetto prende forma nel 2020 come attività parallela ai rispettivi lavori. L’intuizione iniziale non riguarda ancora il pagamento. Il problema sperimentato durante i viaggi è molto più semplice: il menu racconta la cultura di un Paese, ma chi non comprende la lingua rischia di rimanerne escluso. Nasce così un menu digitale che traduce automaticamente piatti e descrizioni nella lingua prescelta e consente al ristoratore di modificare in pochi secondi prezzi, ingredienti e disponibilità. Anche il nome racchiude l’idea: trasformare la scansione di un QR code in un gesto, quasi in un nuovo verbo: «Qodeup».

La pandemia mischia le carte

Poco dopo, però, arriva la pandemia da Coronavirus H1N1. Ma, come si dice in questi casi: non tutto il male vien per nuocere. Il virus che ha sconvolto il mondo modifica radicalmente le nostre abitudini e, pour senza volerlo, genera l’idea. Prima del 2020 convincere un ristoratore che i clienti avrebbero consultato il menu con il telefono richiedeva lunghe spiegazioni; nel giro di pochi mesi quel comportamento diventa normale.

Basta menu cartacei che passano di mano in mano, si diffonde il QR code che accelera il progetto, trasformando il menu in un prodotto digitale facile da replicare. Per i due fondatori però a questo punto si presenta un bivio: restare una buona società di menu digitali oppure utilizzare quella prima diffusione per affrontare problemi più complessi. La scelta cade sulla seconda strada. Il vero collo di bottiglia alla fine di una cena non è tanto l’inizio, ma la fine, il momento del conto: code, attese, divisioni, verifiche e riconciliazioni manuali.

Così a gennaio 2023 Marniga e Allegra si dedicano a tempo pieno al progetto e prende forma la Qodeup attuale, non più soltanto menu digitale ma piattaforma per pagamenti, ordini e relazione con il cliente. «Non siamo partiti dal QR code – afferma Marniga –. Siamo partiti dal tempo perso in un ristorante e abbiamo cercato di restituirlo sia al cliente sia allo staff». La tecnologia, nella visione dei fondatori, non deve sostituire il cameriere. Deve piuttosto togliergli le operazioni a minore valore: portare il Pos da un tavolo all’altro, calcolare le quote, verificare chi abbia già pagato e aggiornare manualmente la cassa. «È un modo per liberarlo dalle attività che non richiedono ospitalità, così che possa concentrarsi sull’accoglienza e sul servizio», insiste Marniga.

Ogni gestionale rappresenta in modo diverso tavoli, comande, varianti, sconti e chiusure. Qodeup deve raccogliere e uniformare queste informazioni, applicare le regole per la divisione del conto, gestire il pagamento e riportarne correttamente l’esito alla cassa. Se a cena ci sono dieci persone e ciascuna paga soltanto i propri piatti, il sistema deve aggiornare immediatamente ciò che è stato saldato e ciò che rimane ancora da pagare. E deve riuscirci anche quando centinaia di clienti utilizzano contemporaneamente il servizio. Negli anni la società si è integrata con numerosi software del settore, tra i quali Infotre, iPratico, Tcpos, ZMenu, Lightspeed, Oracle, Passepartout, Flood, Lasersoft, Netfood e LibertyLine.

Una rete che, secondo Marniga, costituisce la vera barriera all’ingresso per eventuali concorrenti. Il sistema si è inoltre esteso ai terminali Pos Android: l’importo arriva direttamente dalla cassa, il pagamento viene gestito dal dispositivo e il ristorante può mantenere una relazione con il cliente attraverso il proprio marchio e i programmi di fidelizzazione.

Oltre tremila ristoranti

Qodeup dichiara di servire più di tremila ristoranti in Italia e qualche centinaio all’estero. Tra i clienti figurano gruppi come Signorvino, Doppio Malto, Rossopomodoro, Berberè, Fradiavolo e Eataly. La tecnologia viene utilizzata anche in contesti ad altissima intensità, come lo stadio di San Siro. Il dato sul quale la società insiste maggiormente non è soltanto il numero dei locali, ma la frequenza d’uso. Nel primo semestre del 2026 le transazioni sono aumentate di sei volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi mesi dell’anno Qodeup ha inoltre superato il milione di utenti unici paganti.

Le rilevazioni effettuate su progetti specifici con alcuni gruppi della ristorazione indicano, nei momenti di picco, una rotazione dei tavoli fino al 22% superiore, una riduzione del tempo operativo dello staff attorno al 30% e un incremento delle mance digitali che può raggiungere il 140%. «Non li presentiamo come risultati identici per ogni ristorante – precisa Marniga –. Sono dati osservati su gruppi e progetti specifici, confrontando l’esperienza prima e dopo l’attivazione e analizzando adozione, orari dei pagamenti, mance e azioni successive».

Il modello economico è ibrido: una quota ricorrente per il software e una parte collegata alle transazioni. Per un ristorante indipendente l’ingresso richiede, secondo il fondatore, poche decine di euro al mese. Per una catena il valore viene calcolato anche sulla riduzione dei costi operativi e sulla possibilità di mantenere la stessa esperienza digitale pur cambiando gestionale. «Qodeup guadagna davvero quando il servizio viene utilizzato e il ristoratore sposta più pagamenti sulla piattaforma. Gli incentivi sono quindi allineati».

La società ha raccolto oltre quattro milioni di euro, investiti principalmente nello sviluppo del prodotto e dell’infrastruttura: integrazioni, sicurezza, sistemi di pagamento, terminali, assistenza e competenze tecniche. Tra chi ha creduto nel progetto figurano The Techshop, FoodBrand-Doppio Malto, l’Università Bocconi e alcuni investitori privati, tra i quali l’ex capitano della Nazionale Giorgio Chiellini. La priorità rimane l’espansione e la società non esclude un nuovo aumento di capitale. «Un ulteriore round ci permetterebbe di accelerare. In questo momento vogliamo crescere e coprire quanto più mercato possibile».

Da Castegnato all’Europa

Qodeup è stata inserita da Cariplo Factory nel rapporto «Next-Gen Food», che raccoglie 118 tra startup, piccole e medie imprese innovative e spin-off impegnati a trasformare la filiera alimentare italiana. Nel suo caso l’innovazione non riguarda ciò che viene coltivato o cucinato, ma il servizio e la relazione digitale tra ristorante e cliente. Castegnato resta la base della società, il nucleo interno è composto da circa trenta persone, sessanta se si considerano collaboratori tecnici e professionisti impegnati nella commercializzazione. Il lavoro è completamente da remoto e coinvolge persone provenienti da più Paesi.

«La sede bresciana non è un dettaglio folkloristico – osserva Marniga –. Brescia ha una cultura industriale molto concreta: il valore di una tecnologia si misura da quanto funziona, non da quanto è elegante la sua presentazione». L’obiettivo dichiarato per i prossimi cinque anni è diventare il principale operatore europeo nella digitalizzazione della ristorazione. Una corsa iniziata da un menu difficile da comprendere durante un viaggio, proseguita su un campo da beach volley e trasformata in un’impresa attorno a uno dei momenti più comuni della vita quotidiana. Quello in cui la cena è ormai finita e tutti vorrebbero fare una cosa soltanto: pagare senza perdere altro tempo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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