Iperammortamento, via i limiti territoriali per investimenti extra Ue

Era uno dei limiti principali che professionisti e aziende avevano ravvisato nel nuovo iperammortamento. E ora questo problema verrà eliminato: non ci sarà nessuna limitazione territoriale per gli investimenti, che potranno rientrare all’interno del perimetro della misura.
Ad annunciare la svolta è stato oggi il viceministro dell’Economia Maurizio Leo nel corso dell’edizione 2026 di Telefisco: «Penso di poter dare una buona notizia – ha esordito Leo durante l’incontro promosso da Sole 24 Ore a Bergamo –: stiamo lavorando, e ringrazio le nostre strutture Ragioneria generale dello Stato, Agenzia delle Entrate e Dipartimento delle Finanze, con l’obiettivo di eliminare le limitazioni territoriali» e, dunque, «fare in modo che, indipendentemente da dove viene effettuato l’investimento, anche al di fuori di quello che è il perimetro dell’Unione europea, un’operazione potrà essere premiata». Leggasi: potrà usufruire dell’iperammortamento.
A detta del viceministro dell’Economia nel governo si è ragionato «su investimenti in ambito dei Paesi G7 ma c’erano controindicazioni. Si poteva estendere a quelli dell’Unione doganale, ma anche qui c’erano una serie di complessità ragionando anche sull’esclusione di alcuni paesi tipo Corea e Taiwan». Ecco quindi che si è giunti alla formulazione finale, con la misura che «se tutto andrà secondo le nostre aspettative, dovrebbe essere inserita nel prossimo provvedimento legislativo».
Plauso
Un plauso all’annuncio, che apre la porta a una più estensiva applicazione dell’incentivo previsto dall’ultima legge di Bilancio, è arrivata subito dall’Ordine nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: «L’iperammortamento è una misura che ha un obiettivo chiaro: riconoscere un’agevolazione fiscale nell’acquisto di beni strumentali nuovi - le parole pronunciate sempre a Telefisco dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio -, materiali che siano interconnessi nel sistema di gestione aziendale rivolti a una innovazione tecnologica, una transizione digitale nel paradigma 4.0, addirittura la possibilità di agevolare anche l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo».
E riguardo all’allargamento del perimetro,«una delle proposte del Consiglio nazionale era proprio quella di individuare come area geografica quella del G7 - ha aggiunto de Nuccio -. Abbiamo, ad esempio, case produttrici di software che sono localizzate prevalentemente negli Stati Uniti e in Giappone. Ben venga, dunque un’estensione ancora più ampia».
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