La grandine non avvisa. Grandinometro sì. È questo lo slogan con cui si presenta l'app ideata dal padovano Davide Agostini, 21 anni, con un obiettivo molto preciso: permettere agli utenti di sapere, nel modo più rapido possibile, se sta grandinando nella propria zona o a pochi chilometri di distanza.
L'idea parte da una situazione che durante i temporali estivi molti automobilisti, agricoltori e cittadini conoscono bene: le previsioni possono indicare la possibilità di temporali, ma tra sapere che potrebbe arrivare il maltempo e sapere che in quel preciso momento sta grandinando a pochi chilometri da casa c'è una differenza enorme. È su questo intervallo che Grandinometro prova a intervenire.
L'app raccoglie infatti le segnalazioni degli utenti e le visualizza su una mappa in tempo reale, affiancandole al radar meteorologico. In questo modo la persona che apre l'app può avere una fotografia molto locale di ciò che sta accadendo: non soltanto una previsione per una provincia o una regione, ma le segnalazioni recenti relative ai singoli comuni.
Come funziona Grandinometro
Il funzionamento è piuttosto semplice. Una volta aperta l'app, disponibile gratuitamente per iPhone e smartphone Android, attraverso App Store e Google Play, la mappa viene centrata sulla posizione dell'utente e mostra le segnalazioni recenti, il livello di rischio della zona e, grazie alle cosiddette «celle a rischio grandine», le aree in cui il sistema rileva una maggiore probabilità di grandine. In questo modo l'app non si limita a mostrare dove è già stata segnalata grandine, ma prova anche a fornire un'indicazione sulle zone potenzialmente interessate dal fenomeno.

Il secondo passaggio consiste nell'attivare le notifiche. Grandinometro in questo modo può inviare un avviso quando qualcuno segnala grandine entro pochi chilometri dalla posizione dell'utente. L'obiettivo è guadagnare quei minuti che possono fare la differenza: mettere un'auto al coperto, chiudere le finestre, proteggere alcune coltivazioni oppure semplicemente evitare di trovarsi all'aperto nel momento peggiore del temporale. C'è poi il radar meteorologico, che permette di osservare sulla mappa lo spostamento delle precipitazioni e dei temporali.
Ma il cuore del progetto è un altro: la componente partecipativa. Se sta effettivamente grandinando infatti, l'utente può inviare una segnalazione in pochi tocchi e aggiungere, facoltativamente, una fotografia. Le persone che si trovano nella stessa zona possono a loro volta confermare o smentire quanto segnalato.
Si crea così una sorta di rete civica del maltempo: chi si trova nel punto in cui il fenomeno è già iniziato diventa una fonte di informazione per chi, magari a pochi chilometri di distanza, sta ancora aspettando di capire se il temporale arriverà davvero.
Per consultare la mappa non è necessario creare un account; per inviare o confermare una segnalazione è invece previsto un accesso rapido tramite email o Google.
Il valore degli utenti
È importante sottolineare però come l’app non rientra tra le allerte ufficiali. Il progetto di Agostini è infatti indipendente e non è affiliato, sponsorizzato o approvato dal Dipartimento della Protezione Civile o da altri enti pubblici.
Grandinometro utilizza sì dati radar, ma la sua caratteristica distintiva sono le segnalazioni della community. Il valore aggiunto dell'applicazione non è soltanto tecnologico, ma anche nel modello partecipativo scelto dal suo ideatore.
Un radar può mostrare dove si trova una precipitazione. Un modello meteorologico può stimare dove potrebbe spostarsi. Un bollettino ufficiale può indicare il livello di criticità previsto. Ma una persona che si trova sotto quel temporale può aggiungere un'informazione diversa: «Qui, in questo momento, sta grandinando davvero».
È questa la scommessa di Grandinometro. Trasformare tante osservazioni individuali, insieme ai dati meteorologici, in una mappa collettiva e aggiornata del maltempo.

Proprio per questo il sistema dipende dalla partecipazione degli utenti: più persone segnalano e verificano gli eventi, più la mappa può diventare utile e capillare. E proprio per questo l'app non vuole sostituire i sistemi ufficiali di allerta, ma aggiungere un ulteriore livello di informazione, locale e immediato.
L’applicazione non emette quindi le allerte ufficiali della Protezione Civile e non deve essere considerata un sostituto dei sistemi istituzionali di allertamento.
Il sistema nazionale di Protezione Civile utilizza invece previsioni, dati radar, immagini satellitari, sensori sul territorio e altre informazioni per valutare i fenomeni meteorologici e i loro possibili effetti. Le Regioni e le Province autonome sono poi coinvolte nella valutazione delle situazioni di criticità e nella diramazione delle allerte.
Ed è proprio qui che entra in gioco un'altra app interessante: AllertaMeteo.
AllertaMeteo, come funziona
AllertaMeteo nasce con un'impostazione differente rispetto a Grandinometro. Il suo obiettivo è portare sullo smartphone, in un'unica applicazione, sia le allerte meteo ufficiali della Protezione Civile sia un sistema di monitoraggio a brevissimo termine dei fenomeni più intensi.
Il primo passaggio è la personalizzazione. L'utente può scegliere i Comuni e le Regioni che vuole tenere sotto controllo: in questo modo non riceve notifiche relative a tutto il territorio nazionale, ma soltanto agli eventi che riguardano le aree selezionate.
Una volta impostate le località, l'app mostra le allerte in corso e i relativi bollettini. In questo caso la fonte è istituzionale: AllertaMeteo raccoglie gli avvisi ufficiali emessi dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e dai Centri Funzionali Regionali e li presenta all'interno della propria interfaccia.
L'utente può inoltre consultare il dettaglio delle Regioni interessate, le zone in allerta, la durata e il relativo livello di allertamento. Accanto alle allerte locali, poi, è possibile visualizzare anche il Bollettino Nazionale di Criticità del Dipartimento della Protezione Civile, che offre una panoramica giornaliera dei possibili scenari di rischio idrogeologico, idraulico e temporalesco sull'intero territorio italiano.
Il nowcasting: sapere cosa sta arrivando

La seconda componente è quella che rende l'app particolarmente interessante per chi vuole seguire i temporali in tempo reale: il nowcasting. Il principio è diverso da quello delle normali previsioni meteorologiche: non si cerca di stabilire se domani pioverà, ma di capire se un fenomeno intenso sta per arrivare nei prossimi minuti.
AllertaMeteo incrocia le immagini della rete radar nazionale con la posizione dei Comuni monitorati. Il sistema riconosce i nuclei temporaleschi in avvicinamento e può inviare un avviso con un anticipo di circa 15 minuti quando un fenomeno particolarmente intenso sta puntando verso una delle località selezionate. Un intervallo breve, ma che può essere molto utile.
Il nowcasting non segnala però ogni fenomeno atmosferico. È pensato per gli eventi considerati critici, come temporali forti, grandine e nubifragi. Inoltre, questa parte del servizio è un'elaborazione di AllertaMeteo basata sui dati radar e non costituisce un'allerta ufficiale della Protezione Civile.
Il radar predittivo
C'è poi il Radar Meteo Predittivo, che permette di vedere non soltanto dove si trovano le precipitazioni in quel momento, ma anche in quale direzione potrebbero muoversi nei minuti successivi.
Per realizzarlo, AllertaMeteo utilizza le immagini della rete radar meteorologica nazionale della Protezione Civile, comprese le informazioni sulla riflettività e le stime delle precipitazioni al suolo, e le combina con il vento previsto dal modello meteorologico ICON-2I di ItaliaMeteo e Arpae.
Questi dati vengono elaborati attraverso tecniche di intelligenza artificiale e di flusso ottico per stimare l'evoluzione del fronte temporalesco. Il risultato è una proiezione dei minuti successivi: non soltanto una fotografia del maltempo, ma un'indicazione della direzione in cui il fenomeno si sta muovendo.
Grandinometro e AllertaMeteo: due approcci diversi
Il confronto tra le due applicazioni diventa quindi sostanziale. Grandinometro parte dagli utenti: qualcuno vede la grandine, la segnala e quell'informazione può essere utile a chi si trova nelle vicinanze. Le osservazioni vengono poi combinate con i dati radar. AllertaMeteo parte invece dai dati meteorologici e dalle fonti istituzionali: raccoglie le allerte ufficiali della Protezione Civile e le affianca a radar, elaborazioni predittive e nowcasting.
Dunque nel primo caso l'informazione arriva dall'esperienza diretta di chi è sul territorio; nel secondo viene elaborata a partire dai dati radar e dalle informazioni ufficiali.
E le altre app meteo?
Grandinometro e AllertaMeteo non sono naturalmente le uniche applicazioni utili per seguire il maltempo. Esiste un'ampia categoria di app che permette di osservare in tempo quasi reale lo spostamento delle precipitazioni attraverso le mappe radar.
Tra queste c'è, per esempio, RainViewer, una piattaforma specializzata nel monitoraggio delle precipitazioni. L'app raccoglie i dati delle reti radar meteorologiche e li visualizza su una mappa animata, permettendo di seguire lo spostamento della pioggia e dei temporali e di ottenere una previsione a brevissimo termine.

Un approccio più ampio è quello invece di Windy che non si limita al radar delle precipitazioni ma mette a disposizione numerosi livelli meteorologici e diversi modelli previsionali. È quindi uno strumento particolarmente interessante per chi vuole analizzare vento, temperatura, pressione, pioggia, temporali e altri parametri.

Ci sono poi le app meteorologiche più tradizionali, come 3B Meteo o ilMeteo, che sono pensate soprattutto per le previsioni della giornata e dei giorni successivi, ma che in alcuni casi integrano anch'esse radar, mappe e funzioni di nowcasting.
Sono strumenti progettati per esigenze diverse. Grandinometro punta sulla combinazione tra radar, rischio grandine e osservazioni degli utenti; AllertaMeteo unisce le allerte ufficiali della Protezione Civile al radar e al nowcasting; le app radar come RainViewer sono invece particolarmente utili per seguire in diretta l'evoluzione delle precipitazioni e, infine, le app meteo tradizionali rimangono più adatte alle previsioni orarie e giornaliere.




