Non era più amore. Era diventata un’ossessione. Tanto da portarlo addirittura a cercare la sua ex 592 volte in meno di un mese, tra messaggi e telefonate. Così da uomo che doveva far rispettare la legge si è ritrovato ad infrangerla. «A causa di una morbosa gelosia minacciava, molestava con ripetuti comportamenti assillanti l’ex fidanzata» scrive la Procura in merito al comandante della Polizia locale di Sirmione. Che è stato sospeso dal suo incarico dopo che il gip del tribunale di Brescia Giulia Costantino ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessio Bernardi e ha disposto nei confronti dell’agente la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna, con la quale ha avuto una relazione per qualche anno e che a Sirmione ha ricoperto il ruolo di segretario comunale. Fino a quando ha deciso di trasferirsi a vivere e lavorare fuori regione. «Costretta dalla condotta dell’uomo» ha scritto il pm nella chiusura indagini.
Il comandante della Locale del paese gardesano, sospeso dall’amministrazione comunale, è accusato di stalking, porto abusivo d’arma, «portava senza licenza l’arma di servizio fuori dal Comune di circoscrizione», e interferenze illecite nella vita privata perché - è la contestazione - «installando di nascosto un registratore sul frigorifero si procurava indebitamente notizie attinenti alla vita privata dell’ex fidanzata». Per chi indaga il poliziotto non si sarebbe fermato nemmeno dopo l’interrogatorio sostenuto davanti al pm in giugno quando, alla presenza del suo legale, l’avvocato Luca Broli, era stato informalmente ammonito.




