La Dia ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva di beni emesso dal Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di Rosario Marchese, professionista e imprenditore originario di Caltagirone (Ct) e residente a Lonato, attualmente detenuto per reati di associazione a delinquere e associazione di tipo mafioso presso il carcere «Marassi» di Genova. L'imprenditore è considerato «contiguo» ai clan mafiosi di Gela operanti nella provincia di Caltanissetta e con ramificazioni in tutta Italia.
Già nel luglio 2020 era stata disposta la confisca per un totale di 15 milioni di euro, sulla scia di un primo sequestro datato 2019: ora il provvedimento è divenuto definitivo per un volume inferiore a quello originariamente richiesto dagli inquirenti, pari a 6,5 milioni, secondo quanto reso noto dalla stessa Dia di Caltanissetta.
La confisca definitiva ha interessato beni ubicati nelle province di Bergamo, Brescia, Caltanissetta, Milano, Roma, Torino e Verona e riguardano 2 ditte individuali (e rispettivi beni strumentali), 10 società (interi capitali sociali e rispettivi beni strumentali), 1 quota societaria pari al 60% del capitale sociale, 1 opera pittorica di elevatissimo valore storico e artistico risalente al XVII secolo del noto maestro fiammingo Jacob Joardaens raffigurante «Flora, Sileno e Zefiro» (acquistato per una cifra ingente tre anni fa), 5 fabbricati a Lonato, 4 autoveicoli e 32 rapporti bancari, postali e assicurativi.



