Techne si prepara a chiudere il 2026 con un nuovo piano di sviluppo che prevede importanti investimenti e che coinvolge nuove certificazioni, ampliamento delle strutture, consolidamento della presenza territoriale e sviluppo di nuove aree di business. Un programma che per l’azienda bresciana, specializzata nei servizi integrati di metrologia, coinvolge contemporaneamente il polo bresciano, il presidio trentino e nuove linee di attività. E che ha come pilastro una evoluzione coerente con la mission che la contraddistingue fin dalle origini: «Diffondere la cultura della qualità – specifica il ceo Davide Peli –, trasformandola in un valore concreto per le imprese e per i territori nei quali operiamo».
I lavori
A Brescia, in via della Musia, sono in corso i lavori di ampliamento degli spazi e spostamento di macchinari per ridisegnare la sede odierna, trasformandola nel Centro tarature Techne. Parallelamente, è stato avviato l’iter di accreditamento per la taratura delle grandezze elettriche e per la taratura della pressione presso la sede del cliente, proseguendo il percorso di estensione delle grandezze fisiche riconosciute Centro Accredia 01318, che attualmente sono temperatura, umidità e pressione. «Vogliamo – spiega il direttore generale di Techne Alex Valentini – offrire un servizio sempre più completo, qualificato e flessibile, capace di accompagnare i clienti con maggiore continuità e rapidità nei loro processi di controllo e qualità».
Il riassetto coinvolgerà anche la sede di Botticino, nell’ottica di una maggiore specializzazione dei diversi poli: qui verranno riuniti il laboratorio tridimensionale, con le macchine di misura a coordinate, ottiche, laser e tomografia industriale, e l’ufficio Cad che comprende i servizi di progettazione, reverse engineering e stampa 3D. È stata inoltre ideata una apposita area dedicata alla formazione, con macchine di misura a marchio Zeiss, nel solco della già attiva collaborazione tra scuole e impresa. Saranno ospitati infine gli uffici direzionali, amministrativi e comunicazione.

L’operazione
Sul versante new business, Techne ha avviato la due diligence, che si concluderà a metà gennaio 2027, per l’acquisizione del 80% di Cmf (56 dipendenti, fatturato 2025 di 10,7 milioni e una vocazione internazionale), realtà bresciana operante negli ambiti carpenteria, progettazione, realizzazione di allestimento di veicoli speciali e container destinati sia al mercato civile sia al settore difesa, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente le proprie competenze industriali e sviluppare nuove opportunità dei mercati emergenti.
«Guardiamo con convinzione a questo nuovo percorso – ammette il Ceo di Cmf Gianbattista Manenti –. La sinergia tra le nostre competenze ci permetterà di rivolgere lo sguardo a nuove sfide industriali e, nel contempo, di rafforzare il valore dell’offerta sul mercato». Rilevante, sul fronte dell’espansione nazionale, è l’acquisizione della sede Zeiss di Rovereto all’interno del Parco tecnologico Bic, un nuovo stabilimento dedicato alle attività di misurazione tridimensionale, intensificando la presenza in Trentino Alto-Adige (area alla quale dal 2024 sono stati destinati considerevoli investimenti), insieme al Plant R&D presso il Noi Techpark di Bolzano.
Lo scenario
«In questi 18 anni – dichiara Peli – abbiamo costruito un’azienda capace di accompagnare le imprese nei processi di misura, controllo e verifica e oggi sentiamo la necessità di fare un ulteriore passo: integrare competenze, tecnologie e strutture per poter essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri clienti. Non stiamo semplicemente ampliando gli spazi: stiamo costruendo un sistema formato da un’organizzazione più specializzata, nella quale ogni stabilimento possa esprimere una funzione precisa e, allo stesso tempo, dialogare con gli altri».
«In questa visione – aggiunge il ceo Techne – il progetto Cmf rappresenta un tassello significativo: da sempre il nostro valore è stato quello di trasformare la misura in un dato preciso utile per le aziende; possiamo immaginare di estendere questo approccio lungo una parte ancora più ampia della filiera, dalla progettazione alla realizzazione, fino al collaudo del prodotto. Anche l’ingresso sempre più strutturato nel settore difesa nasce dalla stessa logica. Non vogliamo limitarci a intercettare un nuovo mercato, ma mettere a disposizione competenze costruite negli anni e continuare a investire in organizzazione, tecnologia, tracciabilità e affidabilità industriale».



