È «la più grande risorsa strategica del Paese». Stiamo parlando del risparmio delle famiglie italiane. Secondo un recente studio del sindacato dei bancari Fabi, le famiglie italiane detengono un patimonio complessivo di 6.500 miliardi di euro, solo negli ultimi cinque anni questo patrimonio è cresciuto di 1.600 miliardi. Un incremento che conferma la straordinaria solidità del risparmio e porta il patrimonio delle famiglie italiane a livelli mai raggiunti.
Brescia non è da meno. Secondo l’analisi realizzata dalla Federazione autonoma bancari su dati di Banca d’Italia (aggiornati al 31 marzo 2026), la ricchezza finanziaria delle sole famiglie bresciane ammonta a 63,25 miliardi. Un patrimonio che ci colloca al secondo posto tra le province lombarde, alle spalle della sola Milano (255 miliardi) e davanti a Bergamo (56,9 mld).
I dati
Ma come è composto il patrimonio bresciano? Dei 63,25 miliardi complessivi, 27,44 miliardi sono depositi (conti correnti e liquidità), mentre 35,82 miliardi sono investiti in fondi comuni, azioni e titoli di Stato. La componente degli investimenti pesa per oltre il 56% del totale, superando la liquidità: un dato che conferma la tendenza, ormai consolidata anche nel Bresciano, delle famiglie a diversificare i risparmi verso strumenti a maggior rendimento.
Rispetto al 2025, il risparmio delle famiglie bresciane è cresciuto del 6,4%, un ritmo trainato soprattutto dagli investimenti (+10%), mentre i depositi sono saliti più moderatamente (+2,1%).
Il confronto tra le province lombarde
Nel confronto regionale, Brescia cresce meno della media lombarda, che si assesta a +7,6%. Un ritmo inferiore anche rispetto a Milano (+7,5%), Bergamo (+8,1%), Monza e Brianza (+9,3%), Lecco (+9,2%) e soprattutto Sondrio, che con un +11,1% registra l’incremento più marcato dell’intera regione.
Vicine ala nostra provincia, invece, le performance di Mantova e Cremona, entrambe ferme al +6,1%, e quella di Pavia (+6,7%). Guardando ai valori assoluti, la classifica lombarda vede al vertice Milano, seguita a distanza da Brescia e Bergamo, Monza e Brianza (50,7 miliardi) e Varese (47,87 miliardi). Chiudono la graduatoria Lodi (10,18 miliardi) e Sondrio (8,96 miliardi).
Il patrimonio degli italiani 6.487 miliardi
Il dato bresciano si inserisce in un contesto nazionale di forte crescita del risparmio. Come scritto sopra, secondo l’analisi Fabi, tra il 2020 e il 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è aumentata di oltre 1.687 miliardi di euro (+35% in sei anni), portando il patrimonio complessivo a 6.487,7 miliardi. A trainare la crescita sono soprattutto azioni e partecipazioni, passate da 973,9 a 2.077,2 miliardi (+113%), e i titoli di Stato e le obbligazioni, che più che raddoppiano, da 247,6 a 523,6 miliardi (+111%). Crescono anche i fondi comuni (+30,8%, da 689,1 a 901,9 miliardi), mentre la liquidità aumenta con un’intensità molto più contenuta (+3%, da 1.556,3 a 1.603 miliardi).
Un patrimonio costruito nel tempo
«La ricchezza finanziaria degli italiani è un patrimonio costruito nel tempo – ci spiega il segretario nazionale della Fabi, Lando Maria Sileoni – frutto del lavoro, della capacità di programmare il futuro e di una cultura del risparmio che continua a rappresentare una delle caratteristiche più solide dell’Italia. La liquidità continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie, ma aumenta anche il peso degli investimenti e degli strumenti assicurativi. È il segnale di un patrimonio che diventa progressivamente più articolato e diversificato, nel quale convivono esigenza di mantenere risorse immediatamente disponibili e quella di valorizzare il capitale nel medio-lungo periodo. Una ricchezza di queste dimensioni aumenta anche la responsabilità del sistema bancario».
«Quando milioni di famiglie affidano alle banche il proprio patrimonio, diventa centrale il valore della consulenza, fondata sulla professionalità».
Brescia più prudente della media lombarda
Sebbene i dati provinciali a disposizione non distinguono tra azioni, fondi e titoli di Stato, i numeri di Brescia confermano la stessa dinamica raccontata dallo studio Fabi a livello nazionale: gli investimenti (fondi, azioni, titoli di Stato) crescono più dei depositi bancari anche a Brescia (+10% contro +2,1% nel 2025-2026).
Ma a Brescia la liquidità nell’ultimo anno cresce meno della media lombarda e meno di quasi tutte le altre province. Insomma verrebbe da dire che la propensione bresciana al rischio, pur muovendosi nella stessa direzione nazionale, resta più prudente – coerente con un tessuto economico storicamente più cauto, legato al risparmio «solido» e meno speculativo.




