Sul Garda la ricerca di assistenti bagnanti assomiglia sempre più a una corsa contro il tempo. Lo sa bene Blue Wave, società specializzata nei servizi di salvataggio che opera tra le sponde lombarda e veronese del lago per campeggi, hotel, residence e parchi acquatici. Lo scorso anno ha impiegato oltre 120 assistenti bagnanti in più di quaranta strutture, ma non è bastato a soddisfare tutte le richieste.
La realtà guidata da Gianmario Aldoghieri, presidente della Società italiana di salvamento, stima sul Garda una carenza di personale vicina al 50% del fabbisogno. Un dato ben superiore a quello nazionale indicato nelle scorse settimane da Fiesa Confesercenti, che parla di una mancanza pari a circa il 20%.
Le difficoltà
La difficoltà nel reperire assistenti bagnanti non è una novità, ma negli ultimi anni il fenomeno si sarebbe accentuato. A testimoniarlo sono proprio i numeri raccolti da Blue Wave: nonostante i 120 addetti impiegati nella stagione 2025, una ventina di strutture tra campeggi, residence e hotel non hanno potuto essere servite per la mancanza di personale disponibile.
Le ragioni sono diverse. Da una parte pesa il carattere stagionale dell’impiego, dall’altra sono cambiate le esigenze dei lavoratori. Molti assistenti bagnanti sono studenti che cercano un’occupazione limitata ai mesi centrali dell’estate. Sempre più difficile, invece, trovare figure disponibili a coprire l’intera stagione turistica, che sul Garda può iniziare già a Pasqua e protrarsi, in certi casi, fino all’autunno.
Gli adulti che svolgono questa attività in modo continuativo esistono, ma rappresentano una minoranza. Un quadro che si inserisce nelle più ampie difficoltà di reperimento del personale che interessano l’intero comparto turistico. Secondo gli operatori del settore, la situazione si sarebbe ulteriormente complicata dopo le modifiche introdotte dal decreto ministeriale entrato in vigore nel 2024. Le nuove regole hanno ridefinito percorsi formativi e modalità di rinnovo dei brevetti, rendendo più complessa l’organizzazione dei corsi e il mantenimento delle abilitazioni. Una novità contestata da chi opera nel settore, che segnala una sensibile riduzione dell’attività formativa rispetto al passato.
Nel frattempo la domanda continua a crescere. Campeggi, hotel, residence e parchi acquatici cercano personale qualificato per garantire la sorveglianza (e anche l’apertura) delle piscine e delle aree balneabili, ma trovare candidati disponibili resta sempre più complicato. Il risultato è che, mentre il turismo gardesano continua ad allungare la propria stagione e ad aumentare le presenze, una figura fondamentale per la sicurezza degli ospiti è sempre più difficile da reperire.



