Economia

Piano casa al via: a Brescia investimenti per 120 milioni in 5 anni

Pubblicato in questi giorni il primo bando. Destinatari i Comuni proprietari di immobili di edilizia residenziale ed enti «in house».
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

A settembre i primi bandi per il Piano Casa
A settembre i primi bandi per il Piano Casa

 Sul calendario sono cerchiati in rosso i primi giorni di settembre. È in questa decade del mese che è prevista la pubblicazione del bando da 700 milioni per la ristrutturazione delle case popolari inagibili. L’atteso e decantato «Piano Casa» del governo, entrato in vigore lo scorso maggio con Decreto 66/2026, ha infatti l’ambizione di rendere disponibili circa 100mila alloggi in dieci anni per contrastare l’emergenza abitativa in Italia. Per farlo servirà anche un secondo bando da 270 milioni, dedicato all’edilizia residenziale sociale, i cui tempi non sono chiari. Ma ora l’attesa è tutta per il primo imminente avviso pubblico.

Aziende casa, enti «in house» e Comuni proprietari o gestori del patrimonio di edilizia residenziale pubblica: saranno questi soggetti a presentare le candidature, indicando l’elenco degli immobili sui quali intervenire, la tipologia dei lavori e i tempi di realizzazione: a chiedere la presentazione di questi elenchi sarà un avviso, preparato da Invitalia (il soggetto attuatore del Piano), in raccordo con il Mit.

Gli interventi da finanziare 

La prima quota sarà distribuita tra le Regioni sulla base della consistenza del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica, utilizzando come riferimento i dati dell’ultimo censimento disponibile (risalente al 2021) che comprende anche gli alloggi gestiti dai Comuni. Una volta definito il riparto territoriale, saranno poi individuati gli interventi da finanziare sulla base degli immobili indicati a livello regionale.

Per Brescia e la sua provincia il potenziale ricasco di investimenti pubblici del «Piano Casa» si aggira intorno ai 120 milioni di euro in 5 anni. Un tesoretto importante che rispecchia le necessità di un territorio dove gli alloggi a canone agevolato sono quasi 12 mila.

L’associazione costruttori

Per il presidente di Ance Brescia Massimo Angelo Deldossi «dobbiamo considerare il Piano Casa per Brescia e provincia tenendo conto dei tre segmenti alloggiativi. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, Brescia concentra la maggioranza degli alloggi a canone ridotto e ha già intrapreso un piano in coerenza con il piano nazionale per la riqualificazione degli alloggi vecchi e non occupati a cui si sommano i primi interventi a San Polo con il Pinqua e al complesso Ex Arici Sega. Questi interventi non coprono l’effettivo fabbisogno, ma rappresentano certamente un vistoso passo avanti se attuati rapidamente. Il tema più complesso riguarda l’edilizia sociale, soprattutto in affitto: oggi Brescia ha un numero di appartamenti offerti in affitto a canoni agevolati di gran lunga inferiori all’esigenza e analoga carenza sulle nuove costruzioni».

Ance Brescia – che valuta positivamente il provvedimento «perché colma un vuoto strutturale di politiche abitative, individua i bisogni che il libero mercato non riesce a soddisfare e sceglie la strada della rigenerazione del patrimonio esistente» – si augura che «le amministrazioni comunali, in particolare dei comuni più piccoli, anche unendo le forze, riescano a fruire del Piano casa nazionale dando delle risposte al proprio territorio». Intanto, però, si guarda alle piattaforme di Ministero e Regione per la pubblicazione del bando.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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