Economia

Pensioni, le misure previste nel disegno di legge di Bilancio

Gi interventi contenuti nel testo che a breve comincerà l’iter di approvazione in Parlamento: dalla modifica del meccanismo di rivalutazione degli assegni al costo della vita alla «carta» da 300 euro per le spese sanitarie
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

La Manovra introduce e proroga misure destinate alla previdenza
La Manovra introduce e proroga misure destinate alla previdenza

Il disegno di legge di Bilancio, che la scorsa settimana ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria di Stato, comincerà ora l’iter parlamentare per la definitiva approvazione (che dovrà arrivare entro il 31 dicembre). Nel corso dell’esame e della discussione alle Camere il testo approvato dal Consiglio dei ministri potrebbe subire emendamenti e arrivare al «traguardo» in una forma diversa. Il punto di partenza, però, restano i 157 articoli del disegno di legge che nelle scorse ore ha ricevuto il via libera dal Quirinale: un testo in cui sono contenute anche misure che riguardano la previdenza e il sostegno alle persone anziane. Alcune sono novità assolute, altre proroghe di misure introdotte nelle passate leggi di Bilancio. Vediamo quali sono. 

Le rivalutazioni

Nel testo bollinato dalla Ragioneria di Stato, una novità riguarda il meccanismo di adeguamento dell’importo delle pensioni al costo della vita (la cosiddetta «rivalutazione»). Oggi il meccanismo funziona sulla base di tre scaglioni. La rivalutazione automatica dell’assegno della pensione si applica al 100% per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici che valgono fino a quattro volte il trattamento minimo Inps – che nel 2026 è di 611,85 euro mensili: quindi 2.447 euro.

Per le fasce di importo tra quattro e cinque volte il trattamento minimo (tra i 2.447,4 e 3.059 euro), invece, la rivalutazione si applica al 90% e, per gli assegni superiori a cinque volte il trattamento minimo, la rivalutazione scende al 75%.

Dal 2027 – secondo il testo della Manovra che ora dovrà essere discusso in Parlamento – fino a quattro volte il minimo la rivalutazione continuerà a essere a 100%. L’adeguamento diventerà però dell’85% sull’intero assegno pensionistico tra quattro e cinque volte superiore al mimino, del 53% per le pensioni maggiori tra cinque e sei volte il minimo, del 47% per gli importi delle pensioni superiori da sei a otto volte il minimo, del 37% per quelli superiori tra otto e dieci volte il minimo e, infine, del 32% per gli assegni superiori di dieci volte il minimo.

Il bonus per chi continua a lavorare

Non è una novità – ma una proroga – la misura che permette di ricevere più soldi in busta paga al contribuente che decide di continuare a lavorare invece di andare in pensione. Era stata introdotta con la legge 197 del 2022. Si tratta di una sorta di «bonus» che la legge di Bilancio estende anche a chi matura entro il 31 dicembre 2027 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (nel 2027 saranno di 42 anni e 11 mesi per gli uomini e di 41 anni e 11 mesi per le donne): se il lavoratore dipendente decidesse di rinviare l'uscita dal lavoro, riceverà direttamente nello stipendio la quota di contributi previdenziali normalmente versata all'Inps, senza pagare tasse. 

La conferenza stampa di presentazione della Manovra - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La conferenza stampa di presentazione della Manovra - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Carta per le spese sanitarie

Nel testo della Manovra, all’articolo 53, si trova anche una misura che riguarda le spese sanitarie. Viene infatti annunciata l’istituzione di un «fondo» con una dotazione di 1.645.000 euro per il 2027, che dovrebbe finanziare una «carta» del valore di 300 euro a persona, utilizzabile per l’acquisto di beni sanitari. 

Secondo quanto si legge nel testo della Manovra, ne beneficerebbero i titolari di pensione che abbiano compiuto 75 anni e il cui assegno pensionistico su base annua nel 2025 non sia stato superiore a 28mila euro.

Il fondo per favorire i pensionamenti

L’articolo 52 del testo della Manovra prevede poi l’istituzione di un fondo con una dotazione di 850 milioni di euro «per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029». A cosa dovrebbe servire? Secondo il testo, a finanziare interventi «diretti a disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro». 

Nel dettaglio, però, le misure destinate a questo scopo restano ancora da definire: questi interventi, infatti, saranno «da adottare con uno specifico provvedimento legislativo». Potranno riguardare anche «specifici soggetti in difficoltà» e contenere «misure in materia di ammortizzatori sociali».


L’Ape sociale

L’articolo 51 del testo della Manovra, infine, proroga l’erogazione dell’«Ape sociale», un’indennità che serve ad accompagnare alla pensione soggetti in condizioni di vulnerabilità che abbiano almeno 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di anzianità contributiva (o 36 nel caso di attività gravose). 

Per sostenere la misura vengono stanziati: 270 milioni di euro nel 2027, 370 milioni nel 2028, 350 milioni nel 2029, 300 milioni nel 2030, 179 milioni nel 2031 e 30 milioni nel 2032.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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