Sedici giorni di festa, una struttura da oltre 3.000 posti e migliaia di potenziali clienti sottratti, almeno in parte, a bar, ristoranti, pub e birrerie della città. L’arrivo dell’Oktoberfest nell’area di San Polo, in programma d al 12 al 27 settembre, accende lo scontro sulla concorrenza tra i grandi eventi temporanei e i pubblici esercizi aperti tutto l’anno. A sollevare il caso è Confesercenti Lombardia Orientale, che da tempo chiede di riequilibrare la programmazione di sagre e manifestazioni dedicate alla somministrazione di alimenti e bevande. Dopo la pandemia, sottolinea l’associazione, il numero e le dimensioni di queste iniziative sono tornati a crescere, rendendo sempre più urgente una riflessione sulle regole e sugli effetti per le imprese locali.
«Non siamo contrari agli eventi né ai momenti di aggregazione – spiega Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale e vicepresidente nazionale Fiepet -. Ma quando un’iniziativa incide concretamente sul mercato della somministrazione, è doveroso valutarne gli effetti sulle imprese del territorio».
Le richieste
La richiesta è quella di introdurre maggiore rigore, controlli più efficaci e una programmazione capace di garantire un equilibrio tra le manifestazioni temporanee e le attività che sostengono costi e investimenti per dodici mesi all’anno. «Le imprese della somministrazione sostengono ogni giorno costi del personale, affitti, imposte, investimenti e numerosi adempimenti – fa notare Emilio Zanola, presidente di Fiepet Confesercenti della Lombardia Orientale –. Eventi capaci di richiamare migliaia di persone concentrano inevitabilmente una parte dei consumi, con ripercussioni su bar, ristoranti, pub e birrerie che rappresentano un presidio stabile del territorio».
I consumi rallentano
La preoccupazione si inserisce in una fase già delicata per il comparto. Secondo Confesercenti, i pubblici esercizi stanno registrando un rallentamento dei consumi, soprattutto nel settore delle bevande. A pesare sono le ondate di calore, il cambiamento delle abitudini dei clienti e un mercato sempre più complesso. In questo scenario l’apertura di un grande spazio dedicato alla ristorazione e alla somministrazione per sedici giorni consecutivi rischia, secondo l’associazione, di accentuare le difficoltà delle attività tradizionali.
Il tema riguarda anche la valutazione delle ricadute occupazionali. Confesercenti accoglie con favore le iniziative capaci di creare lavoro e sviluppo, ma invita a non considerare soltanto i posti generati nel periodo della manifestazione. L’analisi, sostiene, dovrebbe tenere conto anche dell’eventuale contrazione dei fatturati e dell’occupazione nelle imprese che operano stabilmente sul territorio.
La «buona politica economica», secondo l’associazione, deve misurare il saldo complessivo degli effetti prodotti sulla città, non soltanto i benefici immediati legati al singolo evento.
«Serviva un confronto preventivo»
Per Confesercenti, una manifestazione delle dimensioni dell’Oktoberfest avrebbe richiesto un confronto anticipato con le rappresentanze del settore. «Manifestazioni di queste dimensioni non possono essere valutate solo sotto il profilo organizzativo – prosegue Zanola –: occorre considerare anche l’impatto sul sistema economico locale e individuare soluzioni capaci di coniugare attrattività, socialità e valorizzazione delle imprese bresciane».
Maggioni pone quindi una questione legata al modello scelto per organizzare l’iniziativa: «Se l’obiettivo è creare un grande momento di festa, perché non coinvolgere direttamente birrerie, pub, ristoranti e pubblici esercizi del territorio? Gli stessi obiettivi si potrebbero raggiungere distribuendo le opportunità economiche tra molte imprese locali, mantenendo sul territorio il valore prodotto dall’evento».
Una formula che, secondo Confesercenti, consentirebbe di affiancare alla capacità attrattiva della manifestazione una ricaduta economica più diffusa, coinvolgendo direttamente gli operatori bresciani.
Sulla stessa linea Zanola, che sottolinea come «la nostra non è una posizione ideologica. Chiediamo soltanto che, quando una manifestazione raggiunge dimensioni tali da incidere sul mercato, vengano valutati anche gli effetti sulle imprese che operano stabilmente. Chi tiene aperto dodici mesi all’anno crea occupazione, investe sulla qualità e contribuisce ogni giorno alla vitalità della città. È un patrimonio economico e sociale che merita tutela».
Il nodo dell’area permanente
A preoccupare l’associazione sono infine anche le dichiarazioni dell’assessore al Commercio Andrea Poli sulla possibile realizzazione di un’area stabile destinata ai grandi eventi.
«Alla luce dell’annuncio dell’Oktoberfest questa prospettiva ci preoccupa ancora di più. Una scelta di questo tipo non può essere assunta senza un confronto approfondito con le associazioni di categoria, perché incide direttamente sugli equilibri economici della città».
Confesercenti rinnova quindi l’invito all’Amministrazione comunale ad aprire un tavolo sul futuro della programmazione. Gli eventi, riconosce l’associazione, sono un’opportunità per una città dinamica e attrattiva, ma devono essere progettati in modo da generare valore diffuso e rafforzare l’economia locale, coinvolgendo e tutelando le imprese che investono, assumono personale e garantiscono servizi durante tutto l’anno.



