Si parla molto di trattenere al lavoro gli infermieri, perché negli anni più recenti in molti si sono licenziati, qualcuno anche scegliendo l’estero per le paghe migliori, e nel Paese oggi ce ne sarebbe carenza.
Il nuovo Contratto nazionale dei lavoratori della Sanità pubblica 2025-2027 – il cui accordo è stato siglato il 29 luglio da Aran e dalle tre sigle sindacali maggiori, Cgil, Cisl e Uil – questa volta degli infermieri non s’è dimenticato e gli ha riservato il trattamento economico di prospettiva migliore tra tutte le figure professionali interessate, con aumenti medi mensili che a regime porteranno in busta paga 240 euro in più.
Il miglioramento degli stipendi garantirà comunque aumenti medi mensili di 209 euro anche alle altre categorie, e una crescita media del 7,7%. I nuovi passi retributivi, comprendendo i due contratti firmati negli ultimi mesi (la sigla per il biennio 2022-2024 è di nove mesi fa), porta a un incremento medio di 380 euro lordi al mese per i circa 13.000 lavoratori bresciani dipendenti della quattro Asst di Spedali Civili, Garda, Franciacorta e Vallecamonica, dell’Ats di Brescia, dell’Istituto zooprofilattico cittadino e dell'Arpa (in Italia gli interessati sono 600.000).
Il punto
Altri miglioramenti gli infermieri li attendono in tema di diritti, per cui il nuovo contratto ha impostato una valorizzazione dei professionisti con nuove lauree magistrali a indirizzo clinico. Come spiegato dal segretario di FP Cisl Brescia, Marcello Marroccoli, «L’accordo sull’ipotesi del nuovo Ccnl 2025-2027 è un risultato storico perché si è firmato per la prima volta mentre è ancora in vigenza, garantendo continuità alla contrattazione e risposte tempestive ai lavoratori. L’obiettivo che ci eravamo posti non era inseguire l’inflazione ma anticiparla, mettendo prima possibile soldi nelle tasche della nostra gente. Va anche ricordato che a questi incrementi si aggiungono gli arretrati, mediamente di 1.250 euro ma per alcune categorie, considerando gli incrementi tabellari, si arriverà a 2.000, e quelli per il Fondo della produttività, in media di 221 euro».
Soddisfatta anche la Cgil, che l’ultima volta non aveva firmato. «A fronte di un aumento inflattivo medio del 16% il contratto impostava un recupero del 5% – ha ricordato la segretaria della Funzione pubblica della Camera del lavoro Nadia Lazzaroni – e a noi non sembrava accettabile. Questa volta il recupero è pieno e abbiamo siglato. Adesso, in modo democratico, faremo un’assemblea provinciale il 3 settembre alle 13 in aula Montini al Civile, dove il segretario nazionale Michele Vannini spiegherà i contenuti del contratto e poi i lavoratori potranno votare consenso o dissenso. A margine di questo Ccnl voglio ricordare anche quello della Sanità privata, dove il salario medio è inferiore di 300 euro al mese e dove non si rinnova dal 2020».
«Servivano risposte e le risposte sono arrivate – ha ricordato il segretario di Uil Fpl Andrea Riccò –. Sarebbe servito qualcosa in più sul tabellare ma il risultato complessivo per noi è buono, soprattutto per gli infermieri, la cui carenza per cambi di mansione è ormai cronica e preoccupante. Una sottolineatura la merita anche l'uniformazione del diritto alle ferie e ai permessi tra neo assunti e personale esperto, e il riconoscimento del supporto psicologico in caso di aggressioni, una misura importante in un settore in cui gli episodi di violenza sul personale sono frequenti e richiedono tutela».
La firma definitiva sul nuovo contratto è attesa per ottobre.



