È morto oggi a Milano, all’età di 98 anni, Guido Baglioni, tra i più autorevoli studiosi italiani della sociologia dell’industria, del lavoro dipendente e dell’esperienza sindacale. Nato a Gardone Val Trompia il 21 giugno 1928, Baglioni ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo e riconoscente con la sua terra d’origine.
Il ricordo
A ricordarlo con affetto è Alberto Pluda, segretario generale della Cisl bresciana, che lo definisce «uno degli intellettuali che dal 1955 ha riflettuto e accompagnato il divenire della nostra specifica e originale cultura sindacale». Negli anni Sessanta Baglioni ebbe una breve ma significativa esperienza a Brescia, collaborando strettamente con Franco Castrezzati, di cui rimase per tutta la vita amico fraterno.
La vita
Laureato nel 1953 all’Università Cattolica di Milano, insegnò inizialmente Lettere e Storia dell’arte al liceo classico Arici di Brescia. Nel 1964 conseguì la libera docenza in Sociologia, per poi intraprendere una lunga carriera universitaria che lo portò a Trento, Parma, Brescia e Milano, prima all’Università degli Studi e poi alla Bicocca.
Autore di numerosi studi pubblicati da Edizioni Lavoro, Franco Angeli e il Mulino, Baglioni dedicò gran parte della sua attività scientifica al lavoro, alla rappresentanza, alla partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa e alle disuguaglianze. Particolare attenzione riservò alla Cisl, di cui analizzò idee, dinamiche interne e ruolo nell’evoluzione delle relazioni industriali italiane. Negli anni Settanta diresse il Centro Studi nazionale della Cisl e dal 1980 presiedette il Cesos.




