Quando ci si riferisce alla mobilità sostenibile viene spontaneo pensare a quella elettrica, oggi l’alimentazione moderna più diffusa e certamente anche in più rapida diffusione. Con auto e mezzi elettrici si possono eliminare le emissioni gassose dirette in città e nei centri urbani, ma anche nei luoghi di produzione se l’elettricità proviene da fonti rinnovabili. La mobilità elettrica è utile soprattutto in contesti specifici, per esempio nei centri cittadini e per i piccoli spostamenti, ma sotto la spinta dell’imponente e invadente produzione dell’automotive cinese sta prendendo piede un po’ ovunque e le previsioni indicano passi in avanti, anche a breve, sempre più consistenti. La mobilità nel suo insieme però può diventare pienamente sostenibile solo attraverso una pluralità di soluzioni che comprendono anche l’uso dei biocarburanti, ottenuti dalle materie prime rinnovabili e vegetali, e le iniziative di car-sharing.
In che modo il Parlamento europeo si sta muovendo in questa direzione? L’obiettivo sarebbe «garantire a tutti entro il 2030 l’accesso a un sistema di trasporti sostenibile potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni dei più vulnerabili, tra cui persone con invalidità, anziani e bambini». Il traguardo principale a medio termine è lo stop totale alla produzione di auto inquinanti entro il 2035, per avere una riduzione drastica delle emissioni di mezzi diesel e benzina, da quella data non più immatricolabili. Questo porterà alla necessità di garantire una rete infrastrutturale capillare, su cui le città e i territori dovranno investire (e stanno investendo) per alimentare le nuove auto ibride ed elettriche.
Altri obiettivi europei più vicini o in fase attuativa partono proprio dal 2026, anno in cui le strade principali dell’Unione Europea devono offrire agli utenti almeno una stazione di ricarica elettrica ogni 60 chilometri. Punti di ricarica privati devono invece essere disposti negli edifici di nuova costruzione o che subiranno ristrutturazioni radicali.
I trasporti sono una delle principali fonti di emissioni di gas a effetto serra. Per questo lavorare per cambiare il modo in cui ci si sposta è un’azione determinante per contrastare il riscaldamento dell'atmosfera. I benefici di questa trasformazione però non si fermano al clima. Una mobilità più sostenibile ha anche l’obiettivo di ridurre il traffico, gli incidenti, e integrare i trasporti pubblici e privati per avere migliori fluidità e connessioni. Meno mezzi e minor tempo di transito infatti significano risparmi da ogni punto di vista: economico, gassoso e di stress.



