Il mercato delle case di lusso a Brescia funziona ancora piuttosto bene

A Brescia il mercato delle case di lusso non è in crisi. Anzi, il contrario. Negli ultimi tre anni, nonostante il fortissimo aumento dei costi di costruzione e di ristrutturazione, le richieste di residenze immerse nella quiete ma a pochi minuti dal centro città, di ville circondate da parchi o giardini alberati con piscina, di balconi con ampie viste panoramiche, di zone notte con quattro-cinque camere e quattro-cinque bagni, e di zone giorno di almeno 100 metri quadri, sono aumentate, e i prezzi delle compravendite nel mercato di Brescia sono saliti con loro, almeno del 5%, e stavamo già parlando di residenze esclusive riservate a chi può permettersi investimenti a sei zeri.
Eppure, evidentemente, la liquidità in circolo nella nostra città e forse ancora di più in provincia è tanta, e chi ne dispone non bada a spese quando si tratta di investire nella sua qualità della vita, per cui la residenza incide in buona parte.
Parola agli immobiliaristi
A spingere sui valori comunque è anche, e forse più di tutto, il fatto che le esigenze delle persone oggi sono diverse da quelle del recente passato, così come diverse sono le richieste a cui ci sottopone la società, sia quella dei consumi, sia quella coscienziosa che non si dimentica dell'impatto delle nostre attività sull'ambiente. Come spiegato da Renato Foffa di Euroimmobiliare, «negli ultimi tre anni è cresciuto il mercato del top, cioè delle case di lusso che vengono ristrutturate al 100% per trasformarle in residenze modernissime di classe A3 o A4. Stiamo parlando di una clientela con capacità di spesa notevole e allo stesso tempo molto esigente, che vede e capisce come in questo momento l'immobiliare che ha vent'anni è già vecchio».

E non ragiona così perché vuole il nuovo a ogni costo, ma piuttosto perché la tecnologia è avanzata a passi lunghissimi e non è assolutamente uguale dotare una casa di sistemi di riscaldamento e raffrescamento, di isolamento, di resistenza antisismica, e serramenti del 2024, o lasciarla dotata delle medesime cose impiantate a inizio Duemila. Per fare qualche esempio, in Maddalena si fanno ristrutturazioni a 2.000 euro al metro; in una traversa di via Martiri della libertà abbiamo venduto a 6.000 euro al metro; a Mompiano invece sta partendo una grossa operazione immobiliare che metterà in vendita case a una media di 4.000 euro al metro (per 200 metri quadri sono 800.000 euro), e nonostante il cantiere non sia ancora avviato le prenotazioni stanno già arrivando numerose. Lo stesso fermento lo riscontriamo in Franciacorta, dove a Cellatica seguiamo la ristrutturazione di una villa importante, con area circostante di proprietà, per cui servirà circa 1 milione di euro».
«A spingere i prezzi sono state anche le note dinamiche legate al bonus 110% che negli ultimi anni hanno fatto incrementare i costi dei materiali da costruzione e ristrutturazione – osserva Gianbattista Quecchia di Quecchia Immobiliare –. A queste vanno aggiunte le mutate esigenze per portare le case in classe A3 o A4. Per il resto il mercato è stabile, perché i luoghi e le occasioni, dalla Panoramica ai Ronchi, a Mompiano e al centro storico non hanno avuto particolari variazioni. Per quanto riguarda gli stranieri, che in Italia fanno una parte importante del mercato, a Brescia hanno una rilevanza trascurabile. Sono più ben più importanti sul Garda, dove pesano fino al 30%, anche se quest'anno l'assenza dei tedeschi, sostituiti comunque a pari livello dagli italiani, ha mutato lo scenario».
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