Economia

Il marmo bresciano a Marmomac: l’obiettivo è trovare nuovi mercati

I consorzi con i loro associati alla fiera internazionale di Verona. Il distretto bresciano conta circa 130 aziende e una produzione di 185mila tonnellate di «blocchi»
Francesca Zani
Il marmo di Botticino trascina il comparto
Il marmo di Botticino trascina il comparto

Il marmo bresciano arriva a Marmomac con una filiera che vale oltre 136 milioni di euro, circa 130 imprese e una produzione di 185 mila tonnellate di blocchi. Numeri che fanno del distretto lapideo bresciano il secondo polo italiano dopo Carrara e che acquistano ulteriore peso nella vetrina internazionale di Verona, dove fino a venerdì 25 settembre si incontrano oltre 1.300 espositori da 54 Paesi e operatori attesi da 140 nazioni.

Un settore, quello italiano, che nel 2025 ha raggiunto 5 miliardi di dollari di produzione e 3,5 miliardi di export, ma nel quale la partita si gioca sempre più sulla capacità di trasformare la pietra in prodotti finiti ad alto valore aggiunto. E qui il distretto bresciano ha già fatto una scelta precisa: oltre il 90% della produzione è costituito da lavorati finiti, dalle pavimentazioni ai rivestimenti fino alle grandi opere di architettura.

Le aree di produzione

Il cuore pulsante, tra Botticino, Nuvolera, Nuvolento, Rezzato, Serle e Mazzano, si presenta dunque alla rassegna veronese con una filiera fortemente orientata all’export e al valore aggiunto. Botticino Classico, estratto nel bacino marmifero di Botticino, e Semiclassico e Fiorito, provenienti dalle cave di Nuvolera, Nuvolento e Serle sono i pilastri del settore.

Il mercato è fortemente internazionale: l’India assorbe circa l’80% dei volumi esportati, ma soltanto il 30% del valore, acquistando soprattutto blocchi grezzi. Nord America ed Europa, insieme a una parte dei mercati orientali, sono invece indicati come le aree a maggiore redditività per la domanda di lastre e lavorati finiti. Una componente significativa riguarda anche il materiale da scogliera: oltre 1,1 milioni di tonnellate sono state fornite dal solo bacino della Valle di Nuvolera.

La tecnologia ha cambiato il settore

Il distretto punta inoltre sulla tecnologia, con digitalizzazione del taglio e della lucidatura, sistemi Cad/Cam e robotica Cnc, oltre a sistemi di recupero e depurazione circolare delle acque. La sostenibilità resta però una sfida soprattutto per le Pmi. Il comparto genera occupazione diretta per circa 500 persone, alle quali si aggiungono 1.800 addetti nell’indotto, con ricadute su trasporti, manutenzione, impiantistica e servizi.

I bresciani in fiera a Marmomac

 A Verona il Distretto Lapideo Bresciano sarà presente nell’area esterna B, stand B45-B46. Saranno rappresentati: il Consorzio Marmisti Bresciani, che riunisce 40 aziende; il Consorzio Cave Bresciane, con 30 associate. In fiera anche le seguenti aziende: Marmi Senco snc (Rezzato); Marmi Mazzardi snc (Roè Volciano); Senini Stone (Montichiari); Lazzarini Angiolino (Prevalle); Breccia Aurora (Carpenedolo); Marmi Ghirardi (Carpenedolo); F.lli Pedretti (Esine); Euro Mas (Gavardo); Lazzarini Giuseppe (Prevalle); 4 C Metal Service (Adro); Deltacon (Paitone); Carpmetal (Adro); Tecnomeccanica (Desenzano).

Gli appuntamenti in programma

Tra gli appuntamenti bresciani, mercoledì 23 alle 15 è previsto un incontro sul ruolo dell’architetto nel settore lapideo e sulla formazione professionale, mentre Marmi Ghirardi parteciperà all’area cultura del padiglione 10 con la mostra «Carisma Materico», attraverso quattro installazioni architettoniche in pietra.

Nei giorni scorsi proprio nella sede di Marmi Ghirardi, a Carpenedolo, è stato ospitato un incontro dedicato alle prospettive dei mercati internazionali e alle strategie per affrontare le sfide globali, con un focus sulla sostenibilità. All’incontro – al quale hanno preso parte oltre 250 architetti e operatori del settore provenienti da diversi Paesi del mondo – erano presenti anche il ceo di Marmi Ghirardi, il console generale della Repubblica Popolare cinese a Milano Zhang Chenggang, Carlo Bottani, presidente della Provincia di Mantova con il suo capo di gabinetto Fabio Venturi, e Carlo Capria, già dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’internazionalizzazione delle imprese.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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