Economia

Voucher e contributi: la Regione in campo a supporto del lavoro femminile

Sono 386 le richieste fin qui presentate per la misura «Lombardia per le Donne». Se n’è parlato in Sala Libretti nell’incontro moderato dalla direttrice editoriale del gruppo GdB, Nunzia Vallini
Paola Gregorio
Da sinistra Matteo Meroni, Simona Tironi, Paolo Streparava e Nunzia Vallini - © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra Matteo Meroni, Simona Tironi, Paolo Streparava e Nunzia Vallini - © www.giornaledibrescia.it

La nostra provincia, in linea più o meno con il resto d’Italia, ha un gap di circa venti punti percentuali rispetto ai Paesi più virtuosi d’Europa per percentuale di occupazione femminile. È più che mai urgente sanare questo divario e il Pirellone ha varato in quest’ottica la misura «Lombardia per le Donne», promossa nell’ambito del Programma Regionale Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, presentata in Sala Libretti in un incontro moderato dalla direttrice editoriale del gruppo GdB, Nunzia Vallini.

Si tratta di un intervento strategico per sostenere l’occupazione femminile e prevenire l’abbandono, ancora troppo frequente, del posto di lavoro da parte delle donne quando diventano mamme o devono prendersi cura di un anziano e favorire la conciliazione tra vita professionale e privata, incentivando la regolarizzazione dei servizi di assistenza.

Il punto

Nel concreto l’agevolazione consiste in voucher fino a 4.800 euro per servizi di cura – 400 euro al mese per un massimo di dodici mesi – e in un contributo una tantum fino a 300 euro per le spese di gestione amministrativa del contratto di lavoro: è dedicata a donne lavoratrici con carichi familiari, per sostenerne l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro e ridurre l’abbandono dell’occupazione.

«L’occupazione femminile è una delle linee strategica di sviluppo per Regione – spiega l’assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, che con il suo assessorato ha promosso concretamente il bando –. Ad oggi abbiamo permesso a quasi quattrocento donne di rientrare o rimanere nel mondo del lavoro. Abbiamo appostato 5 milioni di euro e spero di poter rifinanziare la misura il prima possibile».

Confindustria Brescia promuove e diffonde il bando tra le aziende associate e supporta le imprese nella gestione della richiesta. «Il nostro compito è affiancare la Regione in un’iniziativa che è lineare alle nostre linee programmatiche – sottolinea Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. A Brescia abbiamo solo il 58% di donne occupate, e questo non ci fa onore. L’Italia ha un gap di circa il 20% rispetto alle nazioni più virtuose d’Europa sull’occupabilità femminile».

Il quadro

«I numeri parlano chiaro e dicono che c’è un grande problema di occupazione femminile in Italia – conferma il vicepresidente di Confindustria, Matteo Meroni, cui è stato affidato il compito di seguire l’iniziativa –. Stiamo pensando ad un progetto come il maggiordomo aziendale, che aiuti i dipendenti in alcune faccende».

Destinatarie della misura «Lombardia per le Donne» sono le donne lombarde che hanno avviato un’attività lavorativa da non più di 180 giorni e sono senza impiego da almeno tre mesi, passate dal part time al tempo pieno o che con la maternità, l’adozione o l’affido hanno un nuovo carico assistenziale.

La misura è stata lanciata a gennaio e ha avuto un restyling a marzo. Al 15 luglio, le domande presentate sono state 386, di cui 363 ammesse, 10 in istruttoria e tredici non ammesse, per un valore complessivo di un milione e 841mila euro: 71 sono bresciane – di cui 46 neomamme e 21 che hanno iniziato un’attività lavorativa – quasi il 20% del totale regionale per 348.900 euro totali. Brescia è seconda provincia lombarda, dopo Milano, per domande ammesse Quasi il 75% è costituito da neo mamme.

La deadline

Le risorse possono essere impiegate per baby-sitter, educatori, assistenti familiari o l’acquisto di servizi tramite il Libretto Famiglia Inps, prestazioni erogate da agenzie di somministrazione o cooperative per assistenza a domicilio; rette per centri estivi durante i periodi di chiusura delle scuole. Le domande devono essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma online bandi e servizi entro il 15 dicembre 2027.

«Accolgo e condivido l’iniziativa promossa da Confindustria e dall’assessore Regionale Simona Tironi – spiega la presidente dell’Associazione Artigiani Brescia e Provincia, Elena Calvetti –. È un progetto che faremo conoscere e promuoveremo con convinzione anche all’interno della nostra associazione. Rientra nello spirito di fare rete per valorizzare il territorio, soprattutto perché negli ultimi anni abbiamo visto crescere in modo significativo la presenza femminile anche nel mondo dell’artigianato».

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Anna Maria Gandolfi, consigliere regionale di parità: «Dobbiamo cambiare prospettiva tutti, uomini e donne. E porci una domanda: di cosa ha bisogno questo Paese? Di manodopera, di persone che lavorano. Di giovani, donne, di tutti. Solo con più donne al lavoro il Pil aumenterebbe del 10 per cento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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