«Il contratto esisteva e prevedeva un numero massimo di ore lavorative e il giorno di riposo. Nella realtà, lavoravamo 60 ore o più a settimana. La beffa era che gli straordinari dovevano essere approvati dal direttore dell’albergo, cosa che non avveniva praticamente mai. Il risultato era che, con decine di ore lavorate, lo straordinario veniva azzerato d’ufficio».
La testimonianza
Così racconta Marco (nome di fantasia), un giovane che ha lavorato per anni in alcuni importanti alberghi e ristoranti della riviera gardesana. «La verità – prosegue – è che il lavoro in questo settore può essere molto difficile. Alcuni colleghi, con parecchie stagioni alle spalle e incarichi di responsabilità, hanno scelto di cambiare completamente lavoro. E a risentirne è la qualità del servizio».



