È possibile coltivare in casa, al chiuso? Ad un interrogativo che ci si è posti a lungo, ora c’è una risposta. A fornirla è Tomato+, piattaforma software con radici nel Bresciano che vuole rivoluzionare il concetto stesso di coltivazione. È proprio questa realtà con sede a Borgosatollo – recentemente riconosciuta da Cariplo Factory tra le 118 startup, PMI, spinoff e imprese del futuro dell’agricoltura – ad aver sviluppato e brevettato una tecnologia unica nel campo dell'indoor farming. L’azienda produce infatti serre domotiche e intelligenti che consentono di coltivare ortaggi, erbe aromatiche e micro ortaggi direttamente nel punto di consumo. Un’innovazione dettata da un contesto di carenza di verdure fresche e di necessità di ridurre l'impatto ambientale dei trasporti alimentari.
L'intuizione alla base di Tomato+ è la massima semplificazione del processo di coltivazione indoor. Il sistema funziona attraverso cialde biodegradabili che contengono già il substrato e le sementi selezionate: il consumatore o lo chef non devono fare altro che inserire la cialda nei ripiani della serra e aggiungere acqua. Il software integrato ricrea automaticamente il microclima ideale, regolando i cicli di luce Led, la temperatura e il tasso di umidità. Questo approccio elimina l'uso di pesticidi o antiparassitari, garantendo prodotti sani e ricchi di nutrienti tutto l'anno.
Le applicazioni
La tecnologia sviluppata da Tomatopiu Srl si adatta a diverse esigenze e spazia dall’elettrodomestico di design fino a soluzioni industriali modulari: ci sono serre verticali da interno progettate per l’ambiente domestico o per piccoli ristoranti, configurate su due o quattro ripiani indipendenti. Ci sono soluzioni avanzate pensate per il canale Ho.Re.Ca. e la grande distribuzione organizzata (Gdo), in grado di garantire scorte continue a chef e cucine professionali. E ci sono laboratori didattici innovativi finanziati dai progetti ministeriali (come il Pnrr), ideati per insegnare la sostenibilità e la biologia ai più giovani direttamente in classe.
Coltivare a «centimetro zero» offre enormi vantaggi ecologici. I sistemi idroponici chiusi di Tomato+ consentono un risparmio idrico ed energetico fino all'80-90% rispetto alle colture tradizionali su suolo. Inoltre, eliminando la catena logistica del freddo, lo stoccaggio e i trasporti a lungo raggio, l'impronta di CO2 associata al consumo di erbe fresche e germogli si azzera quasi completamente.
Proprio per la sua corsa verso l’agricoltura 4.0, Tomato+ figura nel nuovo report di Cariplo Factory «Next-Gen Food. Il futuro del cibo, il cibo del futuro». Il settore agroalimentare è oggi sotto pressione come non mai: crisi climatica, tensioni geopolitiche, nuove abitudini di consumo e un massiccio spreco di alimenti richiedono risposte urgenti. Dal report emerge che le startup e anche le imprese innovative di Brescia stanno dando un contributo concreto a queste sfide, sviluppando soluzioni tecnologiche lungo tutta la filiera.
È da queste premesse che Cariplo Factory, uno dei più importanti hub di innovazione in Italia focalizzato su digital transformation e circular economy, ha dedicato il suo quinto report alle imprenditrici e agli imprenditori che hanno deciso di far proprie le sfide più urgenti, sviluppando soluzioni capaci di intercettare la crescente domanda di cambiamento.
Gli ambiti
Tra gli ambiti maggiormente presidiati a livello nazionale troviamo proprio l'Agritech e Innovative Farming (22% delle imprese), il Foodtech e la trasformazione (19%) e i Servizi e consulenza (11%). Le aziende lavorano su temi come la riduzione degli sprechi, le nuove fonti proteiche, la tracciabilità, la nutrizione personalizzata e il food as medicine. Il 39% ha già tecnologie pienamente operative e validate sul mercato, tre su quattro hanno ricevuto premi e riconoscimenti, oltre sei su dieci hanno raccolto investimenti.
Fondate in sensibile maggioranza da team composti da soli uomini (58%), queste aziende mostrano una presenza femminile significativa e crescente: i team composti unicamente da donne hanno ricevuto premi e riconoscimenti nel 90% dei casi e mostrano una propensione superiore alla partecipazione a programmi di accelerazione. La concentrazione geografica rispecchia il divario strutturale del Paese: la Lombardia guida con il 32% delle aziende, seguita da Veneto (11%) ed Emilia-Romagna (10%).




