La Linea Verde è sbarcata in America abbandonando la rotta tracciata da Cristoforo Colombo, ma passando da Nord. Lo scorso anno, il gruppo agroalimentare di Manerbio (oltre 390 milioni di fatturato) ha fatto inizialmente il suo ingresso nel mercato canadese, portando i prodotti a marchio Dimmidisì nella grande distribuzione del Qebec, e a fine novembre ha costituito in Ohio, nel Nord Est degli Stati Uniti, una società con il supporto di Simest (Cassa depositi e prestiti) sotto la cui insegna verrà presto avviata la produzione di zuppe e altri piatti freschi.
«Questa operazione è il risultato di una strategia ben ponderata e delineata grazie a uno studio durato per anni» racconta con legittimo orgoglio il ceo Domenico Battagliola. La scelta dell’Ohio è motivata dalla forte tradizione agricola della regione, dalla disponibilità di materie prime di qualità, dalla vicinanza ai principali mercati di consumo, dalla presenza di infrastrutture logistiche e di forza lavoro qualificata.
Il punto
«L’ingresso in Qebec si è rivelato fondamentale per lo sviluppo del nostro progetto industriale - continua l’imprenditore bresciano -: da un lato resta il primo mercato di approvvigionamento di alcune materie prime, come ad esempio cereali, patate e fagioli. Dall’altro lato, avviare una linea produttiva-pilota in Canada ci ha permesso di conoscere al meglio i gusti di quel bacino di consumatori: come fanno i grandi chef, in Nordamerica abbiamo portato le nostre zuppe e i nostri piatti freschi, conservandone il Dna, ma concedendo piccole variazioni alla ricetta originale per avvicinarci al gusto locale».
Per questo particolare tipo di sondaggi, peraltro, La Linea Verde si è avvalsa delle ricerche realizzate sul campo da Thimus, l’azienda di neuroscienze bresciana e che studia in modo scientifico come le persone vivono l’esperienza del cibo e del consumo dei pasti. «Gli americani – rileva Battagliola – stanno cambiando la loro alimentazione rispetto ad alcuni anni: stanno eliminando dalla loro dieta cibi a lunga conservazione e necessariamente pieni di conservanti (molto dei quali già vietati in Europa): noi portiamo qualcosa di nuovo, valorizzato da una ricetta "made in Italy" e dimostrando che il prodotto più sano e fresco è anche buono».
Nel mondo
La Linea Verde attualmente conta otto stabilimenti in Europa, impiegando circa 1.900 persone. Risalgono a pochi mesi fa le acquisizioni di una società dedita alla produzione di zuppe fresche in Belgio e di una seconda in Francia, specializzata nel medesimo segmento di mercato. Il suo primo stabilimento negli States si trova a North Baltimore, nel Nord Ovest dell’Ohio. Il sito occupa una superficie di quasi 10mila metri quadrati, darà lavoro a una settantina di persone e implica un investimento da 15 milioni di euro. L’avvio della produzione è previsto con l’inizio del 2027. Il contesto internazionale e i dazi, senza alcun dubbio, hanno anche indirizzato il gruppo di Manerbio nella scelta di filiere locali resilienti. «Anche se alcune materie prime continueremo a importarle dall’Italia - ammette Battagliola - così come continueremo a insegnare loro il nostro dialetto».




