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Il Pastaio, negli Stati Uniti avviata la produzione di gnocchi

Dal nuovo sito costruito in Pennsylvania usciranno 50mila tonnellate di pasta l’anno: «Mercato in forte crescita»
Gnocchi appena fatti
Gnocchi appena fatti
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La posa della prima pietra risale al gennaio dello scorso anno, quando il senatore democratico Josh Shapiro annunciò lo sbarco del gruppo Il Pastaio in Pennsylvania. A distanza di soli quattordici mesi, terminati i lavori di costruzione del nuovo stabilimento, la società di Berlingo controllata dal fondo americano Riverside Company ha avviato la produzione di gnocchi nella cittadina di Allenwood.

«Siamo operativi da circa un mese – conferma l’amministratore delegato Pierluigi Colombi –: stiamo lavorando con due squadre ed entro il 2027 conteremo su una forza lavoro di 75 persone per una capacità produttiva di 50mila tonnellate di pasta all’anno, pari a quella realizzata nel nostro maggiore stabilimento italiano».

Ottenute tutte le autorizzazioni, Il Pastaio ha intrapreso nella fabbrica Usa la produzione di tutte le tipologie di gnocchi già «preparati» in Italia: da quelli freschi a quelli ripieni, da quelli classici a quelli gluten free e senza dimenticare quelli biologici. «Analizziamo il mercato americano da più di vent’anni e sappiamo che è ben presidiato da altri player: per questo motivo, consapevoli della nostra qualità, ora che abbiamo avviato la produzione di gnocchi in Pennsylvania, seppure le attese e i primi riscontri siano molto buoni, dovremo farci conoscere sempre di più - spiega Colombi -. Secondo le nostre rilevazioni, il mercato Usa presenta per i gnocchi un forte trend di crescita, addirittura migliore rispetto a quello della pasta fresca».

I numeri

Il Pastaio opera sia per la private label sia con i propri prodotti a marchio «Patarò» e «Canuti Tradizione Italiana». Con 4 stabilimenti in Italia, di cui uno interamente dedicato alla produzione gluten-free, e una capacità produttiva annua di 100.000 tonnellate di gnocchi e pasta (il volume d’affari si aggira intorno agli 80 milioni di euro), il gruppo bresciano attualmente conta 230 addetti.

Nell’ottobre 2024, peraltro, sono state avviate a Maclodio tre linee produttive (5mila mq, 30 dipendenti), di cui una dedicata ai gnocchi surgelati, e pochi mesi dopo è stato aperto il cantiere negli Stati Uniti.

«Esportiamo i nostri gnocchi in oltre 70 Paesi – continua Pierluigi Colombi –: l’export vale almeno il 70% del fatturato, ma vogliamo aumentare questa percentuale e continueremo a sondare nuovi mercati». Il Ceo del Pastaio non svela le sue nuove rotte, ma non smentisce un interesse verso Cina e India. «Ormai ci rivolgiamo a un mercato multiculturale, che ad esempio con i gnocchi ripieni apprezza quella componente di innovazione abbinata a un piatto tradizionale della cucina italiana – chiude Colombi –. In questo modo riusciamo ad "adattarci" ai gusti locali in ogni angolo del mondo, con una qualità e una vasta scelta che già proponiamo sui mercati storici».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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