Eural Gnutti accelera: nuove leghe di alluminio senza piombo

La linea «lead free» presentata in fiera in Germania. Nel 2025 ricavi a quota 269 milioni di euro
Angela Dessì
La sede della Eural Gnutti
La sede della Eural Gnutti

Eural Gnutti va oltre il piombo e l’ottone e si presenta a Düsseldorf puntando su sostenibilità, riciclo e trasformazione tecnologica. Il colosso bresciano, primo produttore mondiale di barre trafilate in leghe di alluminio per lavorazioni meccaniche e tra i principali player nella produzione di barre estruse e profilati, presenterà alla fiera Aluminium, in scena dal 6 all’8 ottobre in Germania, i tre elementi chiave della sua evoluzione aziendale. Vale a dire, l’innovazione insita nelle leghe «lead free», l’ampliamento dei campi di applicazione dell’alluminio in sostituzione di ottone e acciaio e un modello produttivo sempre più orientato ai principi dell’economia circolare.

Per Eural, del resto, il futuro dell’alluminio è già «lead free»: l’azienda ha intrapreso il percorso di ricerca finalizzato allo sviluppo di materiali privi di piombo (ma in grado di mantenere elevati standard di lavorabilità e prestazioni meccaniche) molto prima che il quadro normativo europeo definisse il progressivo phase-out del piombo nelle leghe metalliche.

Paola Gnutti, presidente Eural Gnutti
Paola Gnutti, presidente Eural Gnutti

Il ruolo dell’alluminio

Inutile dire che la crescente diffusione di leghe ad alte prestazioni accresce il ruolo dell’alluminio quale materiale chiave nella progettazione industriale per incrementare l’efficienza produttiva, migliorare la qualità delle lavorazioni e ridurre il consumo di risorse, e che Eural Gnutti è protagonista di questa transizione che sta interessando numerosi comparti industriali, dall’automotive alla meccanica generale, fino ai settori elettrico, elettronico e dell’automazione.

L’innovazione dei materiali è però parte di una strategia più ampia che vede nella sostenibilità uno dei principali driver di sviluppo di Eural. Le leghe LF sono sviluppate anche e soprattutto partendo da un’elevata percentuale di alluminio secondario, proveniente dal riciclo del rottame.

Uno dei principali risultati raggiunti da Eural riguarda, in questo caso, proprio la capacità di realizzare leghe ad alte prestazioni partendo da fonti di rottame differenti: l’azienda ha sviluppato processi in grado di valorizzare sia gli sfridi della fonderia e derivanti dall’estrusione interna, sia il materiale secondario proveniente da filiere prevalentemente italiane ed europee, con l’obiettivo di mantenere la concentrazione di piombo entro limiti controllati e ampliare le opportunità di riciclo. «Da sempre crediamo che l’innovazione nasca dal confronto con il mercato e con chi ogni giorno utilizza i nostri materiali e, in tal senso, la fiera Aluminium a Dusseldorf rappresenta per Eural un importante momento di confronto con clienti, partner e operatori del settore provenienti da tutto il mondo» dice Paola Gnutti, presidente Eural, per la quale «l’innovazione acquista valore solo quando si traduce in soluzioni concrete per il mercato».

I numeri

Con una superficie complessiva di 355.000 m2, Eural Gnutti tra le due sedi produttive di Pontevico ed Erbusco conta 401 dipendenti ed un fatturato che nel 2025 ha raggiunto i 269 milioni di euro, complici strategici presidi diretti in America e Germania tramite le controllate al 100% Eural Usa Inc. e Eural Deutschland GmbH.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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