Mapperò compie un anno con numeri già adulti e punta dritto alla manutenzione predittiva. Il progetto - primo nato in seno alla startup innovativa BetoNet, a sua volta figlia della rete territoriale d’imprese Iobo - utilizza l’intelligenza artificiale e i dati raccolti a livello territoriale per rendere le strade più sicure e supportare una manutenzione sempre più preventiva delle infrastrutture pubbliche, con risultati che considerata la sua giovane età possono essere ritenuti quasi sorprendenti.
Il bilancio del primo monitoraggio
Oggi, a poco più di 12 mesi dalla messa in campo, Mapperò conta infatti il monitoraggio di oltre 2.000 chilometri di rete viaria distribuiti nei 32 Comuni aderenti e con un bacino di popolazione che supera i 200mila abitanti.
L’idea alla base è chiara: «Trasformare» i veicoli (le vetture che montano a bordo il classico «accelerometro» come i mezzi di pulizia strade in dotazione ai Comuni) in strumenti di valutazione del manto stradale, della segnaletica verticale e di altri oggetti, allo scopo di supportare le pubbliche amministrazioni e gli enti preposti nella manutenzione.
Aumentando, «ça va sans dire», anche la sicurezza stradale. Attraverso una piattaforma dedicata, gli enti locali possono infatti disporre di una mappatura aggiornata dello stato della rete viaria e delle principali tipologie di ammaloramento presenti. Il sistema consente inoltre di stimare i costi degli interventi necessari, offrendo alle amministrazioni uno strumento concreto per definire le priorità, programmare le manutenzioni e pianificare in modo più efficace le risorse economiche da destinare alla sicurezza e alla conservazione delle infrastrutture stradali.
I partner dell’iniziativa
L'elemento distintivo del progetto, specifica però Giancarlo Turati, presidente di Iobo, non risiede soltanto nell'utilizzo di AI e tecnologie avanzate di monitoraggio. Il valore generato per il territorio consiste nella possibilità di «passare progressivamente da una logica di manutenzione reattiva a un modello di prevenzione predittiva, capace di individuare le criticità prima che si trasformino in problemi più gravi».
Un approccio che contribuisce a rendere le infrastrutture più sicure, ridurre i rischi e migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini.

«Con questa iniziativa, che unisce già 32 Comuni, Secoval ridefinisce la manutenzione del territorio attraverso strumenti predittivi e digitali capaci di mettere sempre al centro le persone, gettando così le fondamenta per l'evoluzione del modello Digital Twin e dando vita a un vero e proprio ecosistema circolare del valore territoriale», spiega Luca Belli, Head of digital transformation della società della Comunità montana di Valle Sabbia, dove il progetto ha preso il via con i Comuni «pilota» di Gavardo e Paitone, mentre Davide Sangiorgi, ad di Iobo e BetoNet, aggiunge: «Con Mapperò mettiamo la tecnologia al servizio del territorio, trasformando lo stato reale delle strade in dati oggettivi e aggiornati. È così che aiutiamo le Amministrazioni a definire le priorità e a pianificare le risorse, anticipando le criticità prima che diventino costi e rischi».
La crescita di Mapperò viaggia del resto di pari passo con quella della rete Iobo, che a 4 anni dalla sua fondazione conta oltre 35 imprese aderenti. «Il paradigma agile delle rete d’impresa ci consente di allargarci anche territorialmente, con manifestazioni di interesse che vanno oltre i confini regionali», tira corto Turati che conclude: «abbiamo già appuntamenti in Liguria, Lazio e nelle Marche».



