Un tempo bastava il passaparola. Oggi, prima di farsi assumere in una fabbrica, acquistare un prodotto o decidere un investimento, si cerca online. È lì che si gioca una parte crescente del valore di marchi, imprese persone. Anche per le aziende bresciane, tradizionalmente più inclini ai bilanci che alle vetrine, la reputazione non è più soltanto una questione di immagine: è un patrimonio economico misurabile.
Ogni articolo, commento, post sui social, video o citazione online contribuisce a costruire quella carta d’identità digitale che precede l’azienda e ne condiziona il destino. Reputation Manager – società di riferimento in Italia per l’analisi, la gestione e la costruzione della reputazione online di aziende e brand – ha realizzato uno studio sui contenuti digitali prendendo in esame le prime 40 imprese bresciane per fatturato.
L’indagine sulle società bresciane
L’ipotetica classifica della società milanese vede in testa Duferco Italia Holding (62,57 punti) seguita da Feralpi Siderurgica (46,68), Beretta Industrie (44,54), Ssab Swedish Steel (29,71) e Liquigas (26,28).
L’indagine ha considerato il periodo compreso tra il primo marzo 2025 ed il 28 febbraio 2026. Dal campione emerge come la maggioranza delle prime 40 società analizzate (21, pari al 52,5% del campione) ha fatto registrare meno di 100 contenuti, con 15 imprese che sono risultate al di sotto dei 30, mentre solo tre marchi (Duferco Feralpi e Beretta) hanno superato i mille contenuti, con le prime due oltre 2.000 e Feralpi che ha toccato il massimo con 2.800 contenuti. Quattro imprese hanno registrato tra i 500 e i 1.000 contenuti, mentre 12 (il 30% del totale), tra 100 e 500.
Considerando le dimensioni delle imprese ed il rilievo delle relative attività economiche, questi risultati indicano che c’è un ampio margine di «capitale reputazionale» inespresso. Ben 15 delle 40 imprese del campione sono citate in non più di 30 contenuti digitali.
La classifica bresciana
La prima azienda bresciana per fatturato Duferco Italia Holding, si posiziona al vertice anche della classifica reputazionale con 62,57 punti grazie a un’intensa attività sui temi della transizione energetica. Nel periodo analizzato – spiegano i ricercatori di Reputation Manager –, il gruppo ha siglato con Ansaldo Green Tech un accordo per la realizzazione di un elettrolizzatore da 1 MW nell’ambito dell’Hydrogen Valley di Giammoro (Messina); a gennaio 2026 l’intesa col gruppo Maresca per lo sviluppo di 60 MW di energia fotovoltaica. Feralpi Siderurgica è al secondo posto con 46,68 punti.
Il gruppo, secondo anche per fatturato tra le aziende analizzate, ha inaugurato a maggio 2025 un nuovo laminatoio a zero emissioni dirette (Scope 1) a Riesa, in Sassonia (investimento di oltre 220 milioni). Il 2024 si è chiuso con investimenti record e una coerente strategia ESG. Giuseppe Pasini, patron di Feralpi e presidente di Confindustria Lombardia, si è affermato come punto di riferimento nel dibattito europeo sulla competitività del settore siderurgico.
Terza posizione per la sub-holding Beretta Industrie (44,54 punti). Il gruppo, ricordiamo, ha registrato nel periodo una significativa iniziativa di espansione nel mercato americano, con la holding entrata nel capitale di Sturm Ruger & Co. Beretta si conferma tra i principali player globali del settore difesa, con esportazioni in oltre 100 Paesi. Franco Gussalli Beretta – spiegano –, nella sua veste di presidente di Confindustria Brescia, ha rappresentato una voce autorevole nel dibattito sulla competitività industriale italiana.
Ssab Swedish Steel si posiziona al quarto posto con 29,71 punti, avvantaggiata dalla riduzione di capacità produttiva del resto del mercato europeo e da un buon posizionamento nel green steel: ha affidato a Danieli la soluzione tecnologica per il nuovo impianto di produzione di acciaio green di Luleå, in Svezia, con capacità annua di 2,5 milioni di tonnellate. Liquigas è quinta con 26,28 punti: nel periodo l’azienda ha accelerato sulla transizione energetica con il Gpl verde per le infrastrutture e ha inaugurato un nuovo impianto Gnl (Gas Naturale Liquefatto) in Sardegna.
In sesta posizione troviamo Omr Holding (21,27 punti) si distingue per la qualità dei riconoscimenti ottenuti nel periodo. Scuderia Ferrari HP ha rinnovato la partnership pluriennale per il Campionato Mondiale di Formula 1 2026. Il 5 dicembre, a Montecitorio, Omr è stata premiata tra le «100 Eccellenze Italiane» nell’ambito dell’iniziativa dell’Associazione Liber. Il gruppo accelera anche sull’internazionalizzazione: incontri con delegazioni in Cina; il distaccamento brasiliano di Omr Automotive tra le aziende più sostenibili al mondo.
Segue Sabaf (20,50 punti), che ha chiuso il 2024 con un fatturato in crescita del 16%, record storico per il gruppo a fronte della debolezza del mercato di riferimento per i componenti per apparecchi domestici a gas. All’ottavo posto Silmar Group, holding che detiene Fondital (19,68 punti): la società ha annunciato un piano di mezzo miliardo di euro di investimenti in sei anni nella transizione green che consolida l’impegno nella responsabilità sociale d’impresa sul territorio valsabbino. Nona AB Holding (17,07 punti), la quale ha ottenuto la certificazione Top Employers 2026 ed è stata citata dalla stampa tra le aziende attive nella transizione green in Brasile. Cargolux Italia (16,58 punti) mantiene il suo profilo di connettore tra l’economia italiana e il mercato lussemburghese: l’ambasciatore del Lussemburgo Schiltz l’ha citata tra i simboli del legame economico tra i due Paesi, accanto a Ferrero e Telespazio.
All’undicesima posizione il gruppo siderurgico Ori Martin (16,12 punti), che ha partecipato al progetto di A2A per rendere il teleriscaldamento sempre più sostenibile attraverso il recupero di fonti di calore decarbonizzato. Seguono Gruppo Bossoni (15,68 punti), pioniere italiano nell’adozione dei nuovi annunci di Google «Vehicle Ads», ottenendo un incremento del 46% nelle richieste dei potenziali clienti. ViviGas (15,40 punti) ha creato un polo dell’efficienza energetica acquisendo il 97,2% di PlanGreen. La premia anche l’impegno nello sport, col rinnovo della partnership con Giovanni De Gennaro, oro nel kayak nel 2024 ai giochi olimpici a Parigi. Segue Bonomi Group (14,23 punti), che ha portato i propri ricavi a 380 milioni di euro con dieci acquisizioni in otto anni e oltre 200 milioni investiti in impianti.
La credibilità diventa un asset
La reputazione digitale ha oggi un peso importante nel valore che si attribuisce a un brand, a una società, a un prodotto o a una persona. «A determinarla sono le informazioni e le opinioni reperibili su fonti digitali, recenti o meno (il digitale, come noto, è per sempre, ndr), positive, negative o neutre - spiega Andrea Barchiesi, ceo di Reputation Manager, società di riferimento in Italia per la gestione e la costruzione della reputazione online -. Comprese le informazioni generate dall’AI, di cui, peraltro, si ignora spesso la provenienza».

Cosa determina la reputazione di una azienda?
«Le percezioni: il modo, cioè, in cui ciascuno di noi filtra le informazioni e opinioni alle quali accede. La reputazione è una patente di credibilità. Ha un potere enorme, riguarda tutte dimensioni, personale e professionale, e determina il successo o il fallimento di un brand o di un prodotto, ma anche di una persona».
Ma questo capitale può essere misurato?
«Si ed in modo puntuale ed anche la sua evoluzione nel tempo può essere monitorata. Si parla, per questo, di capitale reputazionale, un asset strategico per lo sviluppo del business, soprattutto per le imprese che hanno operatività internazionale. Equivale per gli interlocutori di business dell’impresa, a un biglietto da visita».
La reputazione può evolvere e cambiare?
«Certamente, non è solo un asset intangibile stimato, ma posta di bilancio che rende evidente il valore creato nel tempo e la qualità delle attività svolte. Numeri che possono influenzare chiunque entri in contatto con l’impresa e sia chiamato a decidere, si tratti di un investitore, di una banca o del consumatore».
Come attribuire un peso alle informazioni reperibili?
«Ponderando l’importanza della fonte che li ha originati: media, social media, forum digitali, YouTube, Wikipedia. E delineando una traiettoria nel tempo, il saliscendi che fa capire come la reputazione digitale si muove e, in alcuni casi, perfino che cosa potrà succedere nel prossimo futuro».
Costruire la reputazione può essere una strategia aziendale?
«È uno strumento per valorizzare l’organizzazione, il brand, i prodotti e, in definitiva, sviluppare il business. Non basta più, insomma, che in rete non si trovino informazioni negative o, cosa che fa ancora piacere a qualche imprenditore, nessuna informazione: occorre una presenza che veicoli il valore dell’impresa e di quel che sa fare».



